La satira come strumento di dialogo tra civiltà
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Combattere i pregiudizi culturali ed etnici attraverso la satira.
Barcellona, WOCMES 2010 - Un incontro frizzante, con interventi di satira puntuali e divertenti. Tutto questo è stato presentato dal Prof. Paolo Branca dell'Università Cattolica di Milano, che ha voluto introdurre l'argomento al pubblico presente attraverso il racconto di piccole storie satiriche che contraddistinguono il mondo arabo e mussulmano in generale.
Dalla storia dei 100 cammelli per una donna, per finire con la satira più pungente rivolta a politici e personaggi pubblici. L'anello di congiunzione rimae sempre lo stesso: la satira come strumento veicolare per portare un messaggio. Nel mondo arabo e mussulmano sono tante le occasioni per fare satira, come afferma il Professor Branca. La difficoltà che si incontra però con la civiltà islamica, oltra alla lingua, è la necessità di dover confrontare la politica alla religione e viceversa.
In molti si sono domandati se sia possibile affrontare un argomento talmente delicato come la satira, in paesi dove non è possibile protestare pubblicamente nelle piazze, vedi Tunisia, Iran, Arabia, ecc. La difficoltà è doppia perciò, soprattutto in quei paesi dove la critica verso chi governa viene presa come un tentativo di sovvertire l'ordine pubblico o magari spodestare il despota di turno.
Ma ci sono anche esempi recenti dove il coraggio di alcuni paga. In Iran ad esempio, la figlia dell'ex presidente Rafsanjani, Faezeh, che verso gli inizi degli anni '90 riuscì a pubblicare una rivista rivolta esclusivamente alle donne. "Zan" fu un fenomeno mediatico in Iran, poichè riuscì a colpire come nessuno prima la sensibilità pubblica su un argomento che da sempre è stato tabù.
La Donna. Per molte ragioni la rivista fece scalpore in Iran ed il motivo principale era il semplice racconto della realtà di tutti i giorni, questa volta però dal punto di vista femminile. Nel 2008 la rivista venne inizialmente censurata e successivamente chiusa dal regime, calando è il caso di dire, un velo nero sulla vicenda.
Ma lo spirito della rivista Zan è rimasto. Le donne di Theran continuano a combattere ogni giorno la loro personale battaglia contro i pregiudizi di una società ancorata ad uno stile di vita profondamente maschilista.
Il famoso studioso Edward Said, in una delle sue opere più famose chiamate “Orientalismo”, analizza con cura i pregiudizi che hanno caratterizzato da sempre il rapporto Oriente-Occidente alla luce di un generale ripensamento del conflitto in termini storici. Come si creano le false immagini relative a paesi e culture diverse dalla nostra? Il “fascino dell’esotico” è stato per lungo tempo argomento di analisi per molti antropologi e sociologi, che hanno riconosciuto come questo fenomeno abbia contribuito alla creazione nelle menti europee, e più in generale occidentali, quella visione distorta dell’Oriente, inteso come terre selvagge, guerrieri, ricchezze, ecc.
La satira perciò può aiutare ad avvicinare culture diverse, attraverso un mezzo comune, utile a superare costrutti ideologici troppo spesso spacciati per verità assolute.
La nuova sezione dedicata all'approfondimento di inchiesta. Prossima uscita:
Dossier Libia
"Guerra di Corea: un conflitto lungo sessant'anni"
"Salvatore Giuliano. Di sicuro non c'è niente"



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