Wolfgang Laib: equilibrio e armonia
| Arte, Cultura, Life Style |
a cura di Beatrice Merz e Maria CentonzeDal 9 aprile al 7 giugno 2009 la Fondazione Merz di Torino presenta la mostra personale dell’artista tedesco Wolfgang Laib.
Alla base del pensiero dell’artista vi è un’idea di equilibrio e di armonia che regola il mondo e l’opera dell’uomo, fondamentale custode dell’universo.
L’eccezionale mostra personale si aprirà con l’installazione di centinaia di piccole montagne di riso, una linea di piccole montagne di polline e una grande montagna Ziggurat di cera d’api, che riempirà tutto lo spazio della Fondazione.
Outsider, mistico e filosofo, Laib utilizza materiali naturali per produrre installazioni che nella loro essenza rimandano alle civiltà antiche del Medio Oriente e dell’Asia. Il riferimento alle civiltà orientali viene evocato dalle forme plastiche delle installazioni, dal profumo degli elementi che si diffonde negli spazi espositivi, dalla gestualità rigorosa con cui l’artista genera le forme delle sue opere.
L’eccezionale mostra personale si aprirà con l’installazione di centinaia di piccole montagne di riso, una linea di piccole montagne di polline e una grande montagna Ziggurat di cera d’api, che riempirà tutto lo spazio della Fondazione.
Outsider, mistico e filosofo, Laib utilizza materiali naturali per produrre installazioni che nella loro essenza rimandano alle civiltà antiche del Medio Oriente e dell’Asia. Il riferimento alle civiltà orientali viene evocato dalle forme plastiche delle installazioni, dal profumo degli elementi che si diffonde negli spazi espositivi, dalla gestualità rigorosa con cui l’artista genera le forme delle sue opere.
’artista utilizza, infatti, forme ed elementi semplici, altamente simbolici, radicali e minimalisti: latte, polline riso e cera vengono disposti ed esposti nelle forme geometriche del triangolo, del cerchio o del quadrato, oppure vengono utilizzati per creare case o ziggurat. Ogni installazione evoca e tende inevitabilmente alla spiritualità.Il polline rimanda all’inizio e alla creazione, le montagne di riso e lo Ziggurat di cera d’api (piramide a gradoni) al nutrimento e al legame del cielo con la terra, il fuoco alla fine, alla distruzione e possibile rinnovamento del mondo, alla trasformazione del fisico, ad un nuovo ciclo, alla condizione del cambiamento.
La fondazione ospiterà, inoltre, dal 1 al 7 giugno un particolare e interessante evento che fa parte del progetto dell’artista. Quarantacinque Bramini, provenienti da uno dei più importanti templi del sud dell’India, officeranno ogni giorno il rito del fuoco, che nella cultura indiana si perpetua da millenni. Il pubblico potrà assistervi in orari definiti.
Il progetto sarà seguito da una pubblicazione che ne racchiuderà l’intera documentazione fotografica, accompagnata da un testo critico di Germano Celant.
Sarà, quindi, molto più di un’esposizione con diversi oggetti e lavori, non una mostra per un artista individuale, ma riguarderà il mondo, l’universo e anche la nostra propria esistenza.
Info: www.fondazionemerz.org - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
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