Attenzione ai quattro dormienti
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Una cintura di fuoco nascosta negli abissi
Prelevato da “Extraterrestre”
Vulcani giganti, collegati al vicino Vesuvio, sommersi e per nulla inoperosi. In queste acque del Mar Tirreno si richiede la massima vigilanza.
Studi sempre più approfonditi, grazie anche alle applicazioni di tecnologie sempre più sofisticate, progressivamente stanno rilevando preziosi dati sull'origine e sull'evoluzione delle bocche di fuoco coperte dai nostri mari: e, per la precisione, del nostro Mar Tirreno. Sono quattro i dormienti , cosiddetti "fratellastri" che interessano da vicino il "nostro" Vesuvio, "vulcani giganti", sommersi ma per nulla inoperosi, nella cinta del Mar Tirreno costituendone una cintura di fuoco non indifferente. Vulcani di enorme poteziale nascosti negli abissi, localizzati e battezzati dai loro scopritori. Ma soltanto con il sondaggio capillare del C.N.R., da poco presentato pubblicamente dal responsabile Prof. Michael Mariani, è stato possibile realizzare una prima radiografia compiuta di questi "giganti sommersi" del Tirreno, il mare per antonomasia più giovane e perciò più instabile del Mediterraneo. In riferimento alla mappa vulcanica nazionale, occupiamoci per primo del vulcano Marsili
Lo studio del C.N.R. ne ha rilevato gli aspetti più pericolosi. Alto 3000 m. il Marsili dista 150 km. a sud del golfo di Napoli e 70 km. dalle isole Eolie. Si sviluppa da 3000 a 505 m. di profondità. Lungo 55 km. e largo 35, ha due milioni di anni, le sue fumarole furono riprese nel 1990 da un video-robot di ricercatori americani. Poi c'è il Magnaghi: uno dei più grossi vulcani del sistema sottomarino. Tre milioni di anni di età. Localizzato a 220 km. sud-est di Napoli, misura in profondità fra 1465 e 3000 m. di cui soltanto la parte superiore è di circa 2300 m., ha le caratteristiche di un edificio vulcanico. Dallo studioso sovietico Valilov che ne scoprì l'esistenza, prende parte anch'esso alla famosa mappatura del Tirreno. Il Vulcano Valilov ha come datazione 6-7 milioni di anni. Localizzato a 160 km. sud-est del golfo di Napoli, ha una profondità compresa tra i 3000 e 733 metri. Ultimo, ma non meno pericoloso è il Palinuro, altro vulcano sommerso della cintura Tirrenica. Dista circa a 150 km. dal golfo partenopeo e a 83 dalla costa calabra di Diamante, in direzione nord-est rispetto al Marsili. L'origine risale a meno di due milioni di anni fa. Di qui, la necessità di "non abbassare minimamente la guardia", senza drammatizzare i toni delle notizie gradualmente ricevute, ma sviluppare iniziative sempre più fitte di "Ricerca e di Monitoraggio Avanzato".
La nuova sezione dedicata all'approfondimento di inchiesta. Prossima uscita:
Dossier Libia
"Guerra di Corea: un conflitto lungo sessant'anni"
"Salvatore Giuliano. Di sicuro non c'è niente"



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