Buone notizie dalla Terra dei canguri
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Sydney – La corte federale di Darwin ha dichiarato invalida la decisione presa nel 2006 dal precedente governo conservatore, di concedere i permessi alla compagnia anglo-svizzera Xstrata per deviare il corso del fiume McArthur, nel Territorio del nord australiano. Questa è una vittoria per il movimento aborigeno del luogo che ha portato innanzi al tribunale niente di meno che una multinazionale come la Xstrata, quarta produttrice di rame al mondo. Gli intenti del colosso delle estrazioni erano quelli di deviare il corso del fiume per espandere l'area di estrazione della miniera di zinco. In realtà parte del corso, circa 5 km, era stato già deviato dalla società mineraria ma ora, forti della sentenza del tribunale, i residenti e proprietari terrieri della zona chiedono che venga riportato al suo corso originario.
Nella sentenza si legge inoltre che il tribunale federale ha riconosciuto l'inadempienza dell'allora ministro dell'Ambiente, Ian Campbell, nello svolgere le corrette procedure sulla protezione dell'ambiente e della biodiversità, accettando il progetto della Xstrata. In aula erano presenti 12 proprietari terrieri che si battono da anni, con il sostegno di sigle ambientaliste, per non vedere stravolta la propria patria. Quando è stata letta la sentenza hanno pianto di gioia.
La decisione è una buona notizia per il mondo ambientalista australiano in toto, che da anni si batte per il riconoscimento dei diritti fondamentali dei nativi aborigeni e dei loro territori, spesso ricchi di materie prime. Come in questo caso, sono proprio le multinazionali a calpestare questi diritti, ed il governo australiano non si è schierato certo contro queste compagnie, anzi, tutt'altro. A dicembre infatti, il governo di Canberra con il suo primo ministro Kevin Rudd ha premiato proprio la compagnia Xstrata con l'Australian Export Awards 2008, premio che viene assegnato ogni anno alle compagnie che danno il maggior contributo al paese in termini economici.
Nella sentenza si legge inoltre che il tribunale federale ha riconosciuto l'inadempienza dell'allora ministro dell'Ambiente, Ian Campbell, nello svolgere le corrette procedure sulla protezione dell'ambiente e della biodiversità, accettando il progetto della Xstrata. In aula erano presenti 12 proprietari terrieri che si battono da anni, con il sostegno di sigle ambientaliste, per non vedere stravolta la propria patria. Quando è stata letta la sentenza hanno pianto di gioia. La decisione è una buona notizia per il mondo ambientalista australiano in toto, che da anni si batte per il riconoscimento dei diritti fondamentali dei nativi aborigeni e dei loro territori, spesso ricchi di materie prime. Come in questo caso, sono proprio le multinazionali a calpestare questi diritti, ed il governo australiano non si è schierato certo contro queste compagnie, anzi, tutt'altro. A dicembre infatti, il governo di Canberra con il suo primo ministro Kevin Rudd ha premiato proprio la compagnia Xstrata con l'Australian Export Awards 2008, premio che viene assegnato ogni anno alle compagnie che danno il maggior contributo al paese in termini economici.
Nel discorso dei ringraziamenti Joe Pease, a.d. della Xstrata, ha ribadito l'impegno della società nell'investire in nuove tecnologie per aumentare l'efficenza energetica e ridurre l'impatto ambientale. Come dire, hai sbagliato ma ti premiamo per la buona volontà. Questa è solo una piccola storia conclusasi con un lieto fine, ma la cosa che dovrebbe far riflettere sono tutte quelle che una fine (lieta) non ce l'hanno ancora, nell'indifferenza più totale.
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