Digitale Terrestre: cosa sapere prima dell'acquisto e le eventuali alternative
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Entro il 2012, secondo quanto stabilito dall’Unione Europea, anche l’Italia dovrà adeguarsi al sistema digitale terrestre (DT). La prima regione ad aver inaugurato il nuovo sistema televisivo è stata il Trentino nel mese di febbraio; sono stati circa 370 mila gli utenti che hanno sperimentato il cosidetto switch-over, il passaggio a regime effettivo al nuovo sistema.
Come funziona il digitale terrestre
Per poter utilizzare il DT è necessario acquistare un decoder o un Set Top Box, da collegare tramite presa Scart al televisore, oppure acquistare un televisore con decoder integrato. A questo punto dovrebbe essere automatica la sintonizzazione dei nuovi canali in digitale, poiché il sistema di ricezione tramite antenna è già predisposto al ricevimento del segnale. Se dovessero esserci dei disturbi, che sono stati già riscontrati da alcuni cittadini del Lazio e del Piemonte, si dovrà intervenire attraverso il montaggio di un'antenna supplementare o con la sostituzione di un filtro predisposto per la banda su cui è irradiato il segnale digitale. Punto abbastanza controverso è quello relativo all servizio interattivo: attraverso il DT infatti si potrà accedere ad una variegata gamma di servizi simili, come struttura, al televideo ma con un’offerta di contenuti molto maggiore. Il punto poco chiaro è relativo ad alcuni servizi a pagamento offerti dal nuovo sistema, che perciò necessita di una connessione telefonica, tramite modem integrato, il che potrebbe rendere “occupata” la normale linea telefonica se non si dispone di una connessione ADSL o GPRS.
Requisiti per poter ottenere il contributo statale
Il sito istituzionale http://www.decoder.comunicazioni.it/ fornisce le seguenti informazioni relative al contributo statale:
Per facilitare la diffusione della TV digitale, lo Stato eroga un contributo di 50 euro ai cittadini che non ne abbiano già usufruito in passato:
Il canone Rai, giusto pagarlo?
Secondo una ricerca condotta dal centro Consumatori.it, tra le tasse più odiate dagli italiani ci sarebbe proprio il tanto agognato canone Rai. Nel sondaggio condotto, si evidenzia come questa imposta indiretta sia percepita in maniera negativa poiché incide sul portafoglio dei contribuenti senza tener conto del reddito pro capite. Anche la Corte Europea dei diritti dell’uomo ha affermato come la tassa del canone Rai sia un imposta legittima, poiché basata non s
ul servizio della singola emittente statale bensì su quello che “l’elettrodomestico televisore” fornisce alla comunità.
Le associazioni dei consumatori passano al contrattacco
Il Codacons ha fatto sapere, tramite il suo sito internet, che chi deciderà di non passare al digitale terrestre non dovrà pagare la tassa relativa al canone Rai. “Quando tutti i canali televisivi passeranno al digitale, il canone non potrà più essere richiesto a quei cittadini che non acquisteranno il decoder, in quanto di fatto è lo stesso Stato che oscura e costoro le televisione, impedendogli di vedere qualsiasi canale. Già adesso - continua il comunicato stampa - chi non si è dotato del decoder dovrebbe riavere indietro 1/3 di quanto pagato, non potendo vedere un dei tre canali Rai”.
Le alternative al digitale terrestre
Esistono delle alternative al DT, e perciò al pagamento dl canone Rai, che bisogna conoscere per poter fare la giusta scelta. Il Digital Room è un sistema molto diffuso negli alberghi e consente, tramite installazione di un decoder, di modificare e personalizzare l’offerta televisiva grazie ad un’offerta internazionale di oltre 1000 canali gratuiti, tra cui quelli del DT. Inoltre questo sistema non prevede la sostituzione degli apparecchi analogici. L’altro sistema è quello dell’installazione di decoder con parabola, che consente la ricezione di molti canali internazionali ma necessita di una installazione adeguata. Infine esiste Sky, che, tramite un abbonamento annuale di 15euro, offre 40 canali satellitari. Tutte queste alternative, è da precisare, non prevedono il pagamento del canone Rai.
Dopo il Trentino hanno effettuato il passaggio, ma solo in alcune provincie, le regioni Piemonte e Lazio. Entro l’anno si uniranno Val D’Aosta, Alto Adige e Campania, ed entro il 2012 toccherà alle altre regioni della penisola. Insomma, che la rivoluzione digitale abbia inizio.
Per poter utilizzare il DT è necessario acquistare un decoder o un Set Top Box, da collegare tramite presa Scart al televisore, oppure acquistare un televisore con decoder integrato. A questo punto dovrebbe essere automatica la sintonizzazione dei nuovi canali in digitale, poiché il sistema di ricezione tramite antenna è già predisposto al ricevimento del segnale. Se dovessero esserci dei disturbi, che sono stati già riscontrati da alcuni cittadini del Lazio e del Piemonte, si dovrà intervenire attraverso il montaggio di un'antenna supplementare o con la sostituzione di un filtro predisposto per la banda su cui è irradiato il segnale digitale. Punto abbastanza controverso è quello relativo all servizio interattivo: attraverso il DT infatti si potrà accedere ad una variegata gamma di servizi simili, come struttura, al televideo ma con un’offerta di contenuti molto maggiore. Il punto poco chiaro è relativo ad alcuni servizi a pagamento offerti dal nuovo sistema, che perciò necessita di una connessione telefonica, tramite modem integrato, il che potrebbe rendere “occupata” la normale linea telefonica se non si dispone di una connessione ADSL o GPRS.
Requisiti per poter ottenere il contributo statale
Il sito istituzionale http://www.decoder.comunicazioni.it/ fornisce le seguenti informazioni relative al contributo statale:
Per facilitare la diffusione della TV digitale, lo Stato eroga un contributo di 50 euro ai cittadini che non ne abbiano già usufruito in passato:
- del comune di Aosta e in altri 16 comuni della Valle d'Aosta e ai proprietari di una seconda casa nei medesimi comuni in regola con il pagamento del canone TV per l'anno in corso
- della provincia di Trento e in 15 comuni delle province limitrofe (BZ, VR, VI) di età pari o superiore a 75 anni (da compiersi entro il 31/12/2009) in regola con il pagamento del canone TV per l'anno in corso
- di 568 comuni del Piemonte e di 4 comuni delle province limitrofe (CO, PV e SV) di età pari o superiore a 65 anni (da compiersi entro il 31/12/2009) e che abbiano dichiarato nel 2008 (redditi 2007) un reddito pari o inferiore a € 10.000, a decorrere dal 23 aprile 2009
- del Lazio (intera provincia di Roma, Frosinone, Latina e Rieti, 26 comuni provincia di Viterbo) e di 8 comuni umbri (TR) di età pari o superiore a 65 anni (da compiersi entro il 31.12.2009) e che abbiano dichiarato nel 2008 (redditi 2007) un reddito pari o inferiore a € 10.000, in regola con il pagamento del canone TV per l'anno in corso, a decorrere dal 16 maggio 2009
Il canone Rai, giusto pagarlo?
Secondo una ricerca condotta dal centro Consumatori.it, tra le tasse più odiate dagli italiani ci sarebbe proprio il tanto agognato canone Rai. Nel sondaggio condotto, si evidenzia come questa imposta indiretta sia percepita in maniera negativa poiché incide sul portafoglio dei contribuenti senza tener conto del reddito pro capite. Anche la Corte Europea dei diritti dell’uomo ha affermato come la tassa del canone Rai sia un imposta legittima, poiché basata non s
ul servizio della singola emittente statale bensì su quello che “l’elettrodomestico televisore” fornisce alla comunità.Le associazioni dei consumatori passano al contrattacco
Il Codacons ha fatto sapere, tramite il suo sito internet, che chi deciderà di non passare al digitale terrestre non dovrà pagare la tassa relativa al canone Rai. “Quando tutti i canali televisivi passeranno al digitale, il canone non potrà più essere richiesto a quei cittadini che non acquisteranno il decoder, in quanto di fatto è lo stesso Stato che oscura e costoro le televisione, impedendogli di vedere qualsiasi canale. Già adesso - continua il comunicato stampa - chi non si è dotato del decoder dovrebbe riavere indietro 1/3 di quanto pagato, non potendo vedere un dei tre canali Rai”.
Le alternative al digitale terrestre
Esistono delle alternative al DT, e perciò al pagamento dl canone Rai, che bisogna conoscere per poter fare la giusta scelta. Il Digital Room è un sistema molto diffuso negli alberghi e consente, tramite installazione di un decoder, di modificare e personalizzare l’offerta televisiva grazie ad un’offerta internazionale di oltre 1000 canali gratuiti, tra cui quelli del DT. Inoltre questo sistema non prevede la sostituzione degli apparecchi analogici. L’altro sistema è quello dell’installazione di decoder con parabola, che consente la ricezione di molti canali internazionali ma necessita di una installazione adeguata. Infine esiste Sky, che, tramite un abbonamento annuale di 15euro, offre 40 canali satellitari. Tutte queste alternative, è da precisare, non prevedono il pagamento del canone Rai.
Dopo il Trentino hanno effettuato il passaggio, ma solo in alcune provincie, le regioni Piemonte e Lazio. Entro l’anno si uniranno Val D’Aosta, Alto Adige e Campania, ed entro il 2012 toccherà alle altre regioni della penisola. Insomma, che la rivoluzione digitale abbia inizio.
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