Euro, primi giorni di vita
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Ebbene, cos'è cambiato? Le polemiche inconcludenti sugli errori dovuti alla novità, la soddisfazione di stringere in mano qualche moneta che sembra il piatto da frutta del soldatino di latta.
Per il resto, le solite fregature piccole e grandi: duecento lire raggranellate in un cambio sballato di proposito per sfruttare il momento d'incertezza, gli sportelli automatici diventati improvvisamente avari anche se per poco tempo... tutte cose che, in fondo, ai più non cambieranno assolutamente l'esistenza.
Ma cosa vi aspettavate? Stasera, a casa, ci saranno i soliti piatti da lavare, la persona che ci accoglierà sorridendo o sbuffando non sarà trasmutata grazie alla nuova moneta. La nostra vita, finché non decideremo di cambiarla, sarà sempre la stessa... hai voglia a riempirsi le tasche di spicciolini!
E' pur vero che molte persone, soprattutto gli anziani, sono andate incontro a nuovi disagi, e qualcuno la batosta l'ha presa anche bella grossa. Ma non credo sia colpa dell'Euro. Di negligenti e imbroglioni, piuttosto... questo sì, e non c'è assolutamente nulla di nuovo!
Rassegnamoci, non saranno le sbandierate trite e ritrite di questi giorni sulla novità europea del secolo a rendere migliori, né peggiori, i nostri giorni.
Gli indovinelli da risolvere (i problemi, d'ora in avanti, chiamiamoli così... ci dà la carica) rimangono tali e quali, sia nella nostra piccola esistenza che su scala planetaria.
Chiedo venia, intendo essere costruttivo.
Certo ci fa piacere festeggiare questo nuovo giocattolo. Ma siamo nell'era del consumismo, o no?
E diciamoci la verità! Per noi l'euro è già quasi acqua passata, vero? Siamo già in cerca di altri stimoli. Non ci bastano mai, gli stimoli; forse perché li cerchiamo in luoghi ed in forme che non ci soddisfano... quelli che vanno per la maggiore non sono nati per rispondere ad un'umana esigenza.
Ricordiamo che, in fondo, se anche cambia la forma, la sostanza del denaro è sempre quella: non è altro che una semplice forma d'energia ("Nulla si distrugge, tutto si trasforma". Quale esempio migliore?). Non è pulito né sporco, non è bene né male. Il suo aspetto, in definitiva, non c'interessa gran che.
Che ne è stato, piuttosto, della trasparenza? I soldini e le banconote di taglio forte che abbiamo nel portafogli o in giro per l'auto sono solo la punta di un iceberg che affonda le sue radici mastodontiche nel mare digitale di banche e multinazionali. E in mare, tutti lo sanno, vanno a finire tutte le porcherie prodotte dal genere umano.
Pensiamo a non sporcare ed a pulire, invece di osservare l'etichetta delle buste vuote che galleggiano appena sotto la superficie!
La nuova sezione dedicata all'approfondimento di inchiesta. Prossima uscita:
Dossier Libia
"Guerra di Corea: un conflitto lungo sessant'anni"
"Salvatore Giuliano. Di sicuro non c'è niente"



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