Febbre suina: dal Messico all’Europa
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A quanto pare ci risiamo… un nuovo allarme epidemia invade il mondo.Dal Messico, la febbre suina sembra si stia propagando negli USA e in Europa, alzando nuovamente, dopo l’aviaria, la soglia di agitazione delle persone.
Cerchiamo allora di comprendere di che tipo di malattia si tratta.
Quello della febbre suina è un virus in grado di trasmettersi da uomo a uomo, per via aerea e non per ingestione. Immune ai vaccini comunemente usati contro l’influenza è, però, debellabile con i più conosciuti farmaci antivirali. La velocità con la quale si sta diffondendo potrebbe far pensare a un virus “potenzialmente pandemico”, dichiara l'Organizzazione Mondiale della Sanità, tuttavia gli esperti sono già al lavoro per identificare tutte le caratteristiche del virus e mettere a punto una strategia per combatterlo.
Nello specifico, si tratta di un'infezione respiratoria acuta tipica dei maiali ed è causata da virus influenzali del tipo A. Gli attuali casi di febbre suina coinvolgono il ceppo virale H1N1, particolarmente frequente nei suini da allevamento e che si trasmette solo occasionalmente all'uomo, soprattutto nei casi in cui questo lavora a stretto contatto con gli animali. In seguito al primo contagio, il virus è potenzialmente in grado di essere trasmesso da persona a persona allo stesso modo di una comune influenza. Alla luce di quanto detto, le prime accortezze da tenere consistono nell'evitare contatti troppo ravvicinati con le persone infette, lavarsi spesso le mani ed evitare in particolare di portarle a contatto con gli occhi, il naso e la bocca.
La trasmissione del virus avviene attraverso l’aria, non per via ingestiva, quindi attraverso il cibo. Per questo, assicurano gli esperti, non esistere alcun pericolo a consumare carne di maiale, la quale sarebbe sicura sia cotta (la cottura uccide il virus) che conservata come gli insaccati.
Nello specifico, si tratta di un'infezione respiratoria acuta tipica dei maiali ed è causata da virus influenzali del tipo A. Gli attuali casi di febbre suina coinvolgono il ceppo virale H1N1, particolarmente frequente nei suini da allevamento e che si trasmette solo occasionalmente all'uomo, soprattutto nei casi in cui questo lavora a stretto contatto con gli animali. In seguito al primo contagio, il virus è potenzialmente in grado di essere trasmesso da persona a persona allo stesso modo di una comune influenza. Alla luce di quanto detto, le prime accortezze da tenere consistono nell'evitare contatti troppo ravvicinati con le persone infette, lavarsi spesso le mani ed evitare in particolare di portarle a contatto con gli occhi, il naso e la bocca. La trasmissione del virus avviene attraverso l’aria, non per via ingestiva, quindi attraverso il cibo. Per questo, assicurano gli esperti, non esistere alcun pericolo a consumare carne di maiale, la quale sarebbe sicura sia cotta (la cottura uccide il virus) che conservata come gli insaccati.
I sintomi della febbre suina sono simili a quelli di una comune influenza stagionale e sono caratterizzati da febbre alta, tosse, mancanza di appetito, mal di testa, nausea, affaticamento e, in alcuni casi, vomito e diarrea persistenti. L'attuale stato di allerta della febbre suina in base alla scala di riferimento internazionale (che va da 1 a 6) corrisponde alla fase 3, che identifica come nulli o molto limitati, i casi di trasmissione del virus da uomo a uomo.
Come ricordavamo, l'influenza si è diffusa in Messico, dove si contano 149 vittime, e sembra stia arrivando in Europa. E’ stato riscontrato un caso accertato in Spagna, due confermati in Scozia, Intanto, il governo messicano ha rafforzato le misure di prevenzione e chiuso le scuole in tutto il paese fino al 6 maggio.
Il consiglio sanitario nazionale, Cdc ha dichiarato che la febbre si sta diffondendo anche negli Stati Uniti, dove sono stati accertati 40 casi. Il sindaco di New York, Michael Bloomberg, ha annunciato che i casi accertati a New York sono 28, tutti concentrati alla St. Francis Prep, un liceo cattolico di Queens. I ragazzi colpiti stanno reagendo bene alle terapie e sono in miglioramento. Le autorità competenti hanno annunciato che distribuiranno 11 milioni di trattamenti antivirali contro l’influenza suina.
Per quanto riguarda l’Italia, a tranquillizzare sono le parole del sottosegretario con delega alla Salute Ferruccio Fazio: "Abbiamo attivato tutte le procedure necessarie per evitare che il contagio arrivi nel nostro paese, coordinandoci con l’Unione Europea e attivando tutti i controlli necessari. Nel caso in cui il virus riuscisse comunque a raggiungere l'Italia abbiamo a disposizione gli antivirali che negli Stati Uniti si sono già dimostrati efficaci: ne abbiamo scorte per 40 milioni di persone”.
Dai dati ottenuti pare che l’influenza abbia colpito soprattutto persone giovani. Questo perché "Il virus – spiega il professor Massimo Galli, docente di malattie infettive all’università di Milano – colpisce i soggetti suscettibili, cioè coloro che hanno capacità immunitaria, ma non hanno avuto mai contatto con un virus di questo ceppo e quindi non hanno un patrimonio immunitario. Per questo possiamo ipotizzare che i soggetti più suscettibili siano i giovani, che non erano ancora nati nel 1957 quando colpì il virus H1N2, la così detta asiatica, che sostituì il ceppo della spagnola, cioè il virus conosciuto più simile a quello della febbre suina. In linea generale, tutte le pandemie hanno colpito più i giovani che i vecchi anche se alla fine il dazio più pesante in termine di decessi è stato pagato degli anziani, per le complicazioni legate a pandemia".Fatti i conti con l’identificazione della malattia ora, si procede con l’individuazione, da parte dei ministri dell’Unione Europea, delle misure da adottare per prevenirla. In primis si procederà a un rafforzamento delle opere di prevenzione negli aeroporti, con particolare riguardo verso i passeggeri che provengono dalle aree considerate a rischio. La seconda misura sarà la realizzazione di una campagna d’informazione rivolta ai passeggeri europei. In ultimo si sta instaurando uno stretto coordinamento tra gli Stati membri per l'eventuale trasferimento di vaccini e medicinali ai partner che ne dovessero avere bisogno, secondo il principio della solidarietà normalmente seguito in caso di emergenza sanitaria. E’ prevista, inoltre, una riunione straordinaria dell'Ue, per la quale la presidenza ha chiesto alla Commissione Ue di preparare proposte specifiche sulle azioni da prendere in modo coordinato tra i 27.
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