Il fenomeno Facebook
| ATTUALITA' |
Facebook può essere considerato a ragione un vero e proprio fenomeno di massa. Conta milioni d’iscritti in tutto il mondo, ogni giorno il loro numero aumenta e tutti ne parlano.Nato nel 2004 dalla talentuosa mente di alcuni studenti di Harvard, Mark Zuckerberg, Dustin Moskovitz e Chris Hughes, la comunità virtuale aveva lo scopo di mantenere in contatto gli studenti dell’Ateneo stesso, salvo poi essersi esteso alle università e licei di tutto il mondo, fino a diventare una rete sociale che abbraccia trasversalmente tutti gli utenti di internet.
Facebook è talmente integrato nella cultura giovanile statunitense che molti studenti lo utilizzano come verbo: "to facebook", per indicare "ogni azione condotta sull'omonimo portale online". "Abbiamo creato un mostro senza rendercene conto", dice Hughes, uno dei creatori di Facebook. La creatura è da poco sbarcata in Europa e gli italiani sembrano oggi essersene innamorati: gli iscritti hanno superato i due milioni, con circa 35mila nuove registrazioni al giorno.
Per chi non fosse ancora stato rapito da “Faccia libro” e non sapesse come funziona, riassumo brevemente. L’utente crea un profilo personale, dove ogni informazione pubblicata è un elemento identificativo: dalla località di residenza fino agli hobby o i gusti musicali. Le caratteristiche dell'utente vengono indicizzate dal motore di ricerca interno e servono per eseguire ricerche che consentono di incontrare amici di vecchia data, persone che condividono gli stessi interessi o conoscere persone nuove.
All’interno del social network, inoltre, sono nati e continuano a nascere gruppi di discussione sui temi più disparati, come fosse una proiezione della vita “reale”.
Vediamo più in dettaglio cosa è possibile fare su FB. Si possono contattare, aggiungendoli come amici, colleghi, conoscenti e parenti con i quali scambiare messaggi, appuntamenti, immagini e video. Mettere in contatto le persone che conosciamo è facilissimo: il potente motore di ricerca permette di trovare chiunque in pochissimo tempo digitandone nome e cognome.
Una volta creato il profilo e la rete di amici, è possibile anche sfidarsi a colpi di videogame: tra le innumerevoli applicazioni disponibili esiste una miriade di giochi.
Un altro elemento di aggregazione molto importante è dato dall’appartenenza ai gruppi che a centinaia sono creati ogni giorno. Essere parte di questo o quel gruppo vi distinguerà e allargherà la cerchia di conoscenze ai membri del gruppo cui siete iscritti. Causes è un’ulteriore applicazione di Facebook che sta rivoluzionando il modo in cui organizzazioni non-profit ed esponenti politici raccolgono i fondi per raggiungere i propri obiettivi. Come per il gruppo, chiunque può creare una Causa e invitare i propri amici ad abbracciarla, i quali a loro volta faranno lo stesso. Ciò che caratterizza le Causes è che i membri possono anche donare dei soldi “reali” per la causa, i quali andranno ad organizzazioni reali.
Concluso il momento della scoperta e della instancante ricerca dei vecchi compagni di liceo, Facebook si sta sempre più rivelando una proiezione del mondo reale, ricalcandone pregi e difetti, vizi e virtù. Così come i gruppi di fan dei più disparati personaggi pubblici, sono nate pagine dedicate al boss mafioso Riina, facendo scalpore e scatenando la reazione di molti che ne volevano la chiusura.
In seguito a questi fatti, del fenomeno Facebook si è discusso anche in Senato: "Nel corso della seduta il sen. D'Alia (UDC-SVP-Aut) ha chiesto un'informativa del Governo sull'inquietante presenza sul social network Facebook di numerosi gruppi inneggianti alla mafia, ai suoi capi e ad altri noti criminali ed ha invitato i parlamentari iscritti di aderire alla protesta dei numerosi cittadini che hanno già annunciato l'intenzione di abbandonare la rete qualora le pagine di tali gruppi non dovessero essere oscurate.”
Facebook è quanto di più trasversale visto finora.
La novità sostanziale del fenomeno è l'arrivo sulla piattaforma di centinaia di migliaia di persone, mai iscritte prima a simili servizi, in larga parte digiuni di blog e chat. Si è assistito a un vero e proprio passaparola intergenerazionale che ha stuzzicato l'interesse di mondi apparentemente distanti tra loro. Globalmente il network ha oltre 110 milioni di membri e valutando le sue potenzialità economiche, circa un anno fa Microsoft gli attribuì un valore di 15 miliardi di dollari.
Altra novità sta nel fatto che non può essere considerato un mondo virtuale, slegato dalla realtà che genera isolamento sociale. Facebook, infatti, invita gli utenti a iscriversi con il proprio vero nome, riducendo l'anonimato e tutto cui ciò può condurre.
L’elemento dominante non è la ricerca di relazione tra sconosciuti, ma la sviluppo di reti tra vecchi e nuovi amici in cui si promuovono discussioni e attività comuni anche fuori dalla rete, si organizzano movimenti informali e di protesta.
All’entusiasmo iniziale può seguire una seconda fase di riordinamento dei pensieri. Questa può portare anche alla volontà di cancellare il proprio account, magari a causa degli eccessivi solleciti, alle continue richieste di amicizia o alla perdita di tempo cui la presenza su facebook può condurre. A un certo momento di presenza su facebook si delinea, inoltre, la tipologia di utente cui si appartiene. C’è chi pubblica dati sensibili e informazioni personali. In questo caso accetterà nella maggioranza dei casi persone che conosce o amici di amici. Altra tipologia è quella che vuole esplorare nuovi orizzonti e pubblica solo determinate informazioni non esponendosi più di tanto consentendo a persone sconosciute di entrare nella propria rete.
Ciò che inizialmente può piacere, cioè l’idea di incontrare e “chiacchierare” con amici vecchi e nuovi attraverso un mezzo innovativo, può in seguito rivelarsi fastidiosa, se la finestra aperta sul mondo diventa aperta a troppa gente.
Tra le altre cose è importante fare attenzione non solo alla vostra privacy, ma anche a quella degli altri. Ad esempio, una volta caricata una foto, si possono identificare anche ulteriori soggetti presenti, scrivendone nome e cognome. Gli ignari in questione scopriranno di essere su Facebook senza essersi volontariamente iscritti.
Infine, i termini d'uso di Facebook prevederebbero la cessione dei diritti di sfruttamento commerciale di tutto quanto sia pubblicato (testi, immagini, ecc.). Dunque, buona parte di ciò che si scrive e pubblica è di dominio collettivo.
Valutare la bontà o meno del fenomeno Facebook è dunque complicato e soprattutto personale. La cosa importante è utilizzare il social network con una certa prudenza, mantenere il controllo di ciò che si pubblica magari settando le impostazioni in modo che solo gli amici possano vederle. Quanto durerà il ciclone Facebook? Beh è difficile dirlo, certa è la sua forza trascinatrice che è riuscita a coinvolgere trasversalmente gruppi eterogenei per età, estrazione sociale e interessi.
Facebook è talmente integrato nella cultura giovanile statunitense che molti studenti lo utilizzano come verbo: "to facebook", per indicare "ogni azione condotta sull'omonimo portale online". "Abbiamo creato un mostro senza rendercene conto", dice Hughes, uno dei creatori di Facebook. La creatura è da poco sbarcata in Europa e gli italiani sembrano oggi essersene innamorati: gli iscritti hanno superato i due milioni, con circa 35mila nuove registrazioni al giorno.
Per chi non fosse ancora stato rapito da “Faccia libro” e non sapesse come funziona, riassumo brevemente. L’utente crea un profilo personale, dove ogni informazione pubblicata è un elemento identificativo: dalla località di residenza fino agli hobby o i gusti musicali. Le caratteristiche dell'utente vengono indicizzate dal motore di ricerca interno e servono per eseguire ricerche che consentono di incontrare amici di vecchia data, persone che condividono gli stessi interessi o conoscere persone nuove.
All’interno del social network, inoltre, sono nati e continuano a nascere gruppi di discussione sui temi più disparati, come fosse una proiezione della vita “reale”.
Vediamo più in dettaglio cosa è possibile fare su FB. Si possono contattare, aggiungendoli come amici, colleghi, conoscenti e parenti con i quali scambiare messaggi, appuntamenti, immagini e video. Mettere in contatto le persone che conosciamo è facilissimo: il potente motore di ricerca permette di trovare chiunque in pochissimo tempo digitandone nome e cognome.
Una volta creato il profilo e la rete di amici, è possibile anche sfidarsi a colpi di videogame: tra le innumerevoli applicazioni disponibili esiste una miriade di giochi. Un altro elemento di aggregazione molto importante è dato dall’appartenenza ai gruppi che a centinaia sono creati ogni giorno. Essere parte di questo o quel gruppo vi distinguerà e allargherà la cerchia di conoscenze ai membri del gruppo cui siete iscritti. Causes è un’ulteriore applicazione di Facebook che sta rivoluzionando il modo in cui organizzazioni non-profit ed esponenti politici raccolgono i fondi per raggiungere i propri obiettivi. Come per il gruppo, chiunque può creare una Causa e invitare i propri amici ad abbracciarla, i quali a loro volta faranno lo stesso. Ciò che caratterizza le Causes è che i membri possono anche donare dei soldi “reali” per la causa, i quali andranno ad organizzazioni reali.
Concluso il momento della scoperta e della instancante ricerca dei vecchi compagni di liceo, Facebook si sta sempre più rivelando una proiezione del mondo reale, ricalcandone pregi e difetti, vizi e virtù. Così come i gruppi di fan dei più disparati personaggi pubblici, sono nate pagine dedicate al boss mafioso Riina, facendo scalpore e scatenando la reazione di molti che ne volevano la chiusura.
In seguito a questi fatti, del fenomeno Facebook si è discusso anche in Senato: "Nel corso della seduta il sen. D'Alia (UDC-SVP-Aut) ha chiesto un'informativa del Governo sull'inquietante presenza sul social network Facebook di numerosi gruppi inneggianti alla mafia, ai suoi capi e ad altri noti criminali ed ha invitato i parlamentari iscritti di aderire alla protesta dei numerosi cittadini che hanno già annunciato l'intenzione di abbandonare la rete qualora le pagine di tali gruppi non dovessero essere oscurate.”
Facebook è quanto di più trasversale visto finora.
La novità sostanziale del fenomeno è l'arrivo sulla piattaforma di centinaia di migliaia di persone, mai iscritte prima a simili servizi, in larga parte digiuni di blog e chat. Si è assistito a un vero e proprio passaparola intergenerazionale che ha stuzzicato l'interesse di mondi apparentemente distanti tra loro. Globalmente il network ha oltre 110 milioni di membri e valutando le sue potenzialità economiche, circa un anno fa Microsoft gli attribuì un valore di 15 miliardi di dollari.
Altra novità sta nel fatto che non può essere considerato un mondo virtuale, slegato dalla realtà che genera isolamento sociale. Facebook, infatti, invita gli utenti a iscriversi con il proprio vero nome, riducendo l'anonimato e tutto cui ciò può condurre.L’elemento dominante non è la ricerca di relazione tra sconosciuti, ma la sviluppo di reti tra vecchi e nuovi amici in cui si promuovono discussioni e attività comuni anche fuori dalla rete, si organizzano movimenti informali e di protesta.
All’entusiasmo iniziale può seguire una seconda fase di riordinamento dei pensieri. Questa può portare anche alla volontà di cancellare il proprio account, magari a causa degli eccessivi solleciti, alle continue richieste di amicizia o alla perdita di tempo cui la presenza su facebook può condurre. A un certo momento di presenza su facebook si delinea, inoltre, la tipologia di utente cui si appartiene. C’è chi pubblica dati sensibili e informazioni personali. In questo caso accetterà nella maggioranza dei casi persone che conosce o amici di amici. Altra tipologia è quella che vuole esplorare nuovi orizzonti e pubblica solo determinate informazioni non esponendosi più di tanto consentendo a persone sconosciute di entrare nella propria rete.
Ciò che inizialmente può piacere, cioè l’idea di incontrare e “chiacchierare” con amici vecchi e nuovi attraverso un mezzo innovativo, può in seguito rivelarsi fastidiosa, se la finestra aperta sul mondo diventa aperta a troppa gente.
Tra le altre cose è importante fare attenzione non solo alla vostra privacy, ma anche a quella degli altri. Ad esempio, una volta caricata una foto, si possono identificare anche ulteriori soggetti presenti, scrivendone nome e cognome. Gli ignari in questione scopriranno di essere su Facebook senza essersi volontariamente iscritti.
Infine, i termini d'uso di Facebook prevederebbero la cessione dei diritti di sfruttamento commerciale di tutto quanto sia pubblicato (testi, immagini, ecc.). Dunque, buona parte di ciò che si scrive e pubblica è di dominio collettivo.
Valutare la bontà o meno del fenomeno Facebook è dunque complicato e soprattutto personale. La cosa importante è utilizzare il social network con una certa prudenza, mantenere il controllo di ciò che si pubblica magari settando le impostazioni in modo che solo gli amici possano vederle. Quanto durerà il ciclone Facebook? Beh è difficile dirlo, certa è la sua forza trascinatrice che è riuscita a coinvolgere trasversalmente gruppi eterogenei per età, estrazione sociale e interessi.
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