Il no profit rivendica il 5 per mille
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Il settore no profit in Italia è in attesa di conoscere quale sarà il proprio futuro, in base all'approvazione del finanziamento al decreto milleproroghe di fine anno che dovrebbe garantire il 5 per mille.
Il 2011 sarà un anno di transizione. A confermarlo non sono solo i dati economici, che prevedono un'ulteriore contrazione dell'economia di molti paesi europei, ma anche i numerosi tagli previsti dai governi, per contrastare una crisi senza precedenti. Forse non a caso, il 2011 sarà anche l'anno europeo del volontariato per una cittadinanza attiva. L’Anno europeo ha lo scopo di creare condizioni favorevoli al volontariato nonché aumentare la visibilità delle attività di volontariato per la società civile, nell’ottica di sviluppare la solidarietà sociale e la democrazia.
L’obiettivo generale dell’Anno europeo perciò è quello di migliorare la visibilità delle attività di volontariato nell’Unione europea e accrescere le opportunità per la società civile di parteciparvi. A tale scopo, l'UE offre sostegno alle autorità locali, regionali e nazionali per lo scambio di esperienze e di buone pratiche, in particolare:
creare condizioni favorevoli al volontariato; fornire agli organizzatori gli strumenti per migliorare la qualità delle attività di volontariato; migliorare il riconoscimento delle attività di volontariato; sensibilizzare l’opinione pubblica al valore e all’importanza del volontariato.
Un tentativo, si direbbe, da parte della Commissione Europea, nel cercare di arginare una crisi sociale sempre più stringente attraverso la mobilitazione del settore no profit. Ma l'Ialia anche questa volta sembra in ritardo nel recepire le direttive in sede europea. Il paventato taglio al tetto del finanziamento per il 5 per mille, preoccupa le realtà del mondo del volontariato in Italia. In termini economici, la proposta avanzata nella Legge di Stabilità, passata alla Camera nel mese di novembre, dovrebbe decurtare del 75% circa i finanziamenti per il settore no profit in Italia.
Grande preoccupazione è stata espressa da numerose associazioni che da anni lavorano, spesso, con fondi insufficenti e carenze sia burocratiche che in termini di un effettivo riconoscimento dell'utilità sociale. In sostanza la nuova finanziaria, al voto il prossimo 22 dicembre, potrebbe colpire il finanziamento al mondo delle organizzazioni non governative, attraverso la riduzione del tetto massimo del 5 per mille da 400 a 100 milioni. La risposta delle ong è stata la firma di un appello congiunto indirizzato ai due rami del Parlamento.
Le posizioni della Politica.
Il Governo in verità, nei giorni scorsi, aveva assicurato come i fondi al settore della ricerca e del no profit sarebbero stati integrati nel cosidetto milleproroghe di fine anno. Ma l'incertezza è d'obbligo, considerando la scarsità dei fondi previsti per la manovra. Il vicepresidente della Camera, Maurizio Lupi (Pdl) si è detto certo che il rifinanziamento ci sarà, così come del resto si era impegnato a fare il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, rivendicando inoltre la paternità dello strumento del 5 per mille. Ma secondo alcune indiscrezioni neppure il decreto di fine anno riuscirà a garantire la necessaria copertura finanziaria. Il senatore del Pd Roberto Di Giovan Paolo afferma: "non ci sono i soldi per il 5 per mille? Bastava comprare qualche caccia in meno dei 131 che l'Italia ha ordinato per 14 miliardi".
Il volontariato in Italia.
Secondo una ricerca Eurispes i volontari presenti nelle organizzazioni solidaristiche è oggi di circa 1.100.000 unità e la maggioranza dei membri vi opera fornendo il proprio apporto con continuità. Ad essi si aggiungono i quattro milioni di volontari che operano individualmente o in qualsiasi tipo di organizzazione e istituzione, in modo non continuativo. Le fasce d’età maggiormente impegnate in attività gratuite di volontariato sono quelle che riguardano i giovani tra i 18 e i 19 anni (11,1%) e quelle relative a coloro che presumibilmente possono dedicare più tempo per tali attività e cioè tra i 55 ed i 64 anni (11,9% per i 55-59enni e stessa percentuale per i 60-64enni). Sono in numero nettamente superiore, rispetto ai loro coetanei (5,7%), le ragazze di 14-17 anni (10,8%) che dedicano il loro tempo per il prossimo e sono complessivamente di più le giovani donne (l’11,9% tra i 18 e i 19 anni) rispetto ai loro coetanei maschi (il 10,4% dei 18-19enni). In età più avanzata sono in numero maggiore gli uomini che prestano la loro operosità altruistica (sono il 13,2% i 55-59enni e il 13,6% i 60-64enni) rispetto alle donne la cui attività rimane più costante nel tempo (10,6% per le 55-59enni, 10,2% per le 60-64enni).
REDAZIONE DentrolaNotizia.info
La nuova sezione dedicata all'approfondimento di inchiesta. Prossima uscita:
Dossier Libia
"Guerra di Corea: un conflitto lungo sessant'anni"
"Salvatore Giuliano. Di sicuro non c'è niente"



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