Immigrazione: un fenomeno importante per l'economia italiana
| ATTUALITA' |
Migliaia di persone, donne e uomini di tutte le provenienze, fuggite dal Cpt di Lampedusa, hanno protestato pacificamente il mese scorso, riversandosi nelle strade della città come forma di protesta per le condizioni al limite a cui sono costrette a vivere in questi centri di raccolta. Al corteo degli immigrati si è unita anche la popolazione della maggiore delle isole Pelagie.
In Italia, la popolazione composta da immigrati titolari di impresa è di 165.114. Il dato è il risultato di una ricerca svolta dalla Fondazione Ethnoland sugli immigrati imprenditori in Italia.
Nel rapporto è stata stilata una classifica che evidenzia le Regioni con un alto tasso di imprese “straniere”, in testa alla quale troviamo la Lombardia con quasi trentamila unità, seguita dall'Emilia Romagna a quota ventimila. Umbria, Molise, Valle d'Aosta e Basilicata hanno ciascuna meno di mille imprese. Il settore privilegiato dagli immigrati è quello industriale, seguito dal settore dei servizi. La ricerca ha prodotto anche un altro interessante dato, prettamente di natura etnica, il quale rivela come siano le persone provenienti dal Marocco ad avere il più alto tasso di imprenditori, con un impresa ogni 13 residenti, seguiti da romeni e cinesi. Anche gli albanesi sono una realtà lavorativa molto presente, radicata ormai da 18 anni nel nostro paese. Gli occupati netti sono 216.000 su una popolazione che è stimata intorno alle 400.000 unità.
In un indagine, condotta dall'associazione Naga e dalla ong Cospe, è emerso che il clima di intolleranza verso gli immigrati è aumentato in maniera esponenziale negli ultimi anni. Secondo questo studio, un immigrato su cinque è stato trattato male dalle forze dell'ordine, tre su dieci sono state vittime di offese su mezzi pubblici ed altrettanti non hanno avuto alcuna retribuzione dopo un lavoro svolto. A questo c'è da aggiungere l'ennesimo caso di violenza fisica subita da un giovane immigrato di origini indiane che, a Nettuno nei pressi di Roma, è stato picchiato selvaggiamente e poi bruciato da un gruppo di ragazzi.
Questo clima di intolleranza verso la parte “pulita” dell'immigrazione in Italia causa un forte malessere anche in ambito imprenditoriale. Se dal 2003 ad oggi il numero delle aziende è triplicato, questo trend potrebbe subire un brusco rallentamento, causato sia dal contesto sociale che da quello finanziario e burocratico. Proprio la burocrazia, oggi, è il maggiore ostacolo secondo Ethnoland, per la nascita di nuove imprese; è necessario uno snellimento burocratico, eliminando tutti quegli step che alla fine dei conti portano l'imprenditore a spendere in media 3.500 euro per aprire un'attività.
Il settore bancario italiano sta muovendo i primi passi verso una concreta strategia di finanziamenti indirizzata agli imprenditori immigrati. Fiutando l'affare, il settore imprenditoriale straniero produce un gettito fiscale di cinque miliardi di euro, le banche hanno cominciato da qualche tempo a concedere più facilmente prestiti per l'iniziativa di impresa straniera. Pur tuttavia esistono rischi da tenere in conto e a Milano si è creato perciò una sorta di “consorzio di garanzia” che può aiutare gli immigrati nell'accesso ai prestiti bancari, riducendo quindi quei rischi legati appunto al fattore straniero.
Le mosse del Governo sulla questione immigrazione sono dettate da una politica nazionalista, sostenuta dalla Lega. L'aula di palazzo Madama ha approvato la norma che introduce il reato di immigrazione clandestina. Lo straniero che entra o soggiorna illegalmente nel Paese rischia ora una sanzione amministrativa tra i 5.000 e i 10.000euro. Come farà a pagarli è ancora un mistero. Intanto nel nuovo provvedimento, inquadrato nel ddl sicurezza, è prevista anche una tassa di 200euro per tutti coloro che faranno richiesta per ottenere la cittadinanza italiana, ovvero un'ulteriore aggravio fiscale.
Tornando a Lampedusa, una notizia che va un po' contro tendenza, considerando le ultime iniziative governative, è quella relativa alla Fondazione O'Scià che, insieme a Claudio Baglioni (cittadino onorario della città), propongono di presentare la candidatura dell'Isola e della gente di Lampedusa per il Nobel per la Pace, come giusto riconoscimento verso un popolo che da anni accoglie e sfama i tanti migranti che affrontano i viaggi della speranza. Un’iniziativa, questa, che sembra il giusto sfogo per una popolazione che si sente abbandonata a se stessa.
In Italia, la popolazione composta da immigrati titolari di impresa è di 165.114. Il dato è il risultato di una ricerca svolta dalla Fondazione Ethnoland sugli immigrati imprenditori in Italia.Nel rapporto è stata stilata una classifica che evidenzia le Regioni con un alto tasso di imprese “straniere”, in testa alla quale troviamo la Lombardia con quasi trentamila unità, seguita dall'Emilia Romagna a quota ventimila. Umbria, Molise, Valle d'Aosta e Basilicata hanno ciascuna meno di mille imprese. Il settore privilegiato dagli immigrati è quello industriale, seguito dal settore dei servizi. La ricerca ha prodotto anche un altro interessante dato, prettamente di natura etnica, il quale rivela come siano le persone provenienti dal Marocco ad avere il più alto tasso di imprenditori, con un impresa ogni 13 residenti, seguiti da romeni e cinesi. Anche gli albanesi sono una realtà lavorativa molto presente, radicata ormai da 18 anni nel nostro paese. Gli occupati netti sono 216.000 su una popolazione che è stimata intorno alle 400.000 unità.
In un indagine, condotta dall'associazione Naga e dalla ong Cospe, è emerso che il clima di intolleranza verso gli immigrati è aumentato in maniera esponenziale negli ultimi anni. Secondo questo studio, un immigrato su cinque è stato trattato male dalle forze dell'ordine, tre su dieci sono state vittime di offese su mezzi pubblici ed altrettanti non hanno avuto alcuna retribuzione dopo un lavoro svolto. A questo c'è da aggiungere l'ennesimo caso di violenza fisica subita da un giovane immigrato di origini indiane che, a Nettuno nei pressi di Roma, è stato picchiato selvaggiamente e poi bruciato da un gruppo di ragazzi.
Questo clima di intolleranza verso la parte “pulita” dell'immigrazione in Italia causa un forte malessere anche in ambito imprenditoriale. Se dal 2003 ad oggi il numero delle aziende è triplicato, questo trend potrebbe subire un brusco rallentamento, causato sia dal contesto sociale che da quello finanziario e burocratico. Proprio la burocrazia, oggi, è il maggiore ostacolo secondo Ethnoland, per la nascita di nuove imprese; è necessario uno snellimento burocratico, eliminando tutti quegli step che alla fine dei conti portano l'imprenditore a spendere in media 3.500 euro per aprire un'attività.
Il settore bancario italiano sta muovendo i primi passi verso una concreta strategia di finanziamenti indirizzata agli imprenditori immigrati. Fiutando l'affare, il settore imprenditoriale straniero produce un gettito fiscale di cinque miliardi di euro, le banche hanno cominciato da qualche tempo a concedere più facilmente prestiti per l'iniziativa di impresa straniera. Pur tuttavia esistono rischi da tenere in conto e a Milano si è creato perciò una sorta di “consorzio di garanzia” che può aiutare gli immigrati nell'accesso ai prestiti bancari, riducendo quindi quei rischi legati appunto al fattore straniero.
Le mosse del Governo sulla questione immigrazione sono dettate da una politica nazionalista, sostenuta dalla Lega. L'aula di palazzo Madama ha approvato la norma che introduce il reato di immigrazione clandestina. Lo straniero che entra o soggiorna illegalmente nel Paese rischia ora una sanzione amministrativa tra i 5.000 e i 10.000euro. Come farà a pagarli è ancora un mistero. Intanto nel nuovo provvedimento, inquadrato nel ddl sicurezza, è prevista anche una tassa di 200euro per tutti coloro che faranno richiesta per ottenere la cittadinanza italiana, ovvero un'ulteriore aggravio fiscale.Tornando a Lampedusa, una notizia che va un po' contro tendenza, considerando le ultime iniziative governative, è quella relativa alla Fondazione O'Scià che, insieme a Claudio Baglioni (cittadino onorario della città), propongono di presentare la candidatura dell'Isola e della gente di Lampedusa per il Nobel per la Pace, come giusto riconoscimento verso un popolo che da anni accoglie e sfama i tanti migranti che affrontano i viaggi della speranza. Un’iniziativa, questa, che sembra il giusto sfogo per una popolazione che si sente abbandonata a se stessa.
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