La zattera che nessuno vuole
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Dopo il trasferimento di circa 2.300 tunisini da Lampedusa, il centro di accoglienza di Contrada Imbriacola ospita questa sera solo 805 migranti e per la prima volta da due mesi il numero dei presenti è pressoché pari alla presenza nominale dei posti. Gli altri tunisini, oltre 3.300 che rimangono tuttora a Lampedusa continuano a bivaccare nella zona del Porto Vecchio.
La situazione riguardante gli immigrati provenienti dal nord Africa ha acceso il dibattito politico interno e sta causando anche alcune evidenti crepe nel governo. Il caso più indicativo non è Lampedusa bensì quello di Manduria. Secondo il piano annunciato dal premier Silvio Berlusconi, gli immigrati in attesa di identificazione avrebbero dovuto dirigersi verso i nuovi centri messi a disposizione dalle Regioni. Quello che è accaduto non coincide con i piani stabiliti ed è a dir poco imbarazzante.
Anche in questo caso la sindrome di Pilato ha caratterizzato l'atteggiamento di alcune regioni italiane (soprattutto del nord) che hanno preferito chiudere le porte piuttosto che condividere un problema "nazionale". Così il caso di Manduria diventa la cartina di tornasole sulla gestione del fenomeno migratorio maghrebino in Italia.
A Manduria, la tendopoli allestita avrebbe dovuto ospitare circa 1.500 persone ma al momento sono circa 2.800 le persone ammassate. La diretta conseguenza di questa cattiva gestione si è ripercossa in primis sull'amministrazione locale. Il sindaco di Manduria, Paolo Tommasino, ha dato le dimissioni delegando al sottosegretario all'Interno Mantovano il compito di gestire gli immigrati a Manduria. Dopo poche ore dalla prima dimissione si è aggiunta quella dello stesso Mantovano, sempre riguardo al caso di Manduria.
Nei giorni scorsi Mantovano aveva ricordato come per far fronte all'emergenza umanitaria vi fosse necessità di risorse economiche. Da una prima stima, infatti, emerge che con un costante trend di afflusso dei migranti, la proiezione degli oneri fino al 31 dicembre di quest'anno ammonta a circa 213 milioni di euro. Le spese già sostenute ammontano a 21 milioni di euro.
Anche altri casi fanno discutere in merito all'opportunità di creare siti di accoglienza. "Mi dicono che la tendopoli di Trapani sia su un terreno dove c'è l'amianto e in mezzo alla campagna. Quindi con nessun parametro di sicurezza". A dirlo è il presidente della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo, a proposito della struttura destinata ad accogliere gli immigrati, allestita a Kinisia, a pochi metri dall'aeroporto di Trapani Birgi.
Sarà la missione a Tunisi di lunedì, con Roberto Maroni, l'occasione per un faccia a faccia tra Silvio Berlusconi e il premier tunisino, e altri rappresentanti del governo locale, per la definitiva messa a punto degli accordi e dell'impegno del governo di Tunisi per assicurare la sorveglianza delle coste e evitare ulteriori partenze.
Questo è uno degli elementi della riunione di Palazzo Chigi di oggi, relativa alla cabina di regia allestita dal governo per fronteggiare l'emergenza immigrazione. Nel corso del vertice il capo dipartimento della Protezione civile, Franco Gabrielli, farà il punto sul piano di trasferimento dei profughi da Lampedusa, che ha subito un rallentamento a causa delle cattive condizioni meteomarine. Il summit ha dunque confermato il piano annunciato da Berlusconi, cominciato con l'individuazione di strutture sul territorio nazionale che assorbiranno i profughi.
A proposito del confronto con il governo di Tunisi, vale la pena considerare che l'espatrio senza autorizzazione è un reato per la legge tunisina, sempre a quanto si apprende Berlusconi e Maroni chiederanno la disponibilità di Tunisi al rimpatrio di parte dei clandestini. Si chiederà che siano riaccettati dal loro Paese. In cambio, si prevede l'impegno italiano a fornire equipaggiamenti e materiale alle forze di polizia tunisine, come fuoristrada e motovedette, ma anche un piano di aiuti per programmi di tutela ambientale e di supporto all'economia del Paese.
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"Guerra di Corea: un conflitto lungo sessant'anni"
"Salvatore Giuliano. Di sicuro non c'è niente"



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