Riforma Giustizia: cosa cambierà?
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Carriere separate di giudici e pm; due Csm presieduti dal capo dello Stato; obbligatorietà dell'esercizio dell'azione penale secondo ''i criteri'' stabiliti dalla legge; membri togati del Csm eletti tra candidati estratti a sorte; magistrati responsabili di tasca propria come i medici e al pari dei funzionari della Pubblica amministrazione. Sono questi alcuni dei punti salienti della riforma costituzionale sulla giustizia, contenuti nel disegno di legge costituzionale che il Consiglio dei Ministri ha approvato all'unanimità.
SEPARAZIONE CARRIERE: La legge assicurerà la separazione di giudici e Pm. I primi costituiscono un ''ordine autonomo e indipendente da ogni potere e sono soggetti soltanto alla legge'', i secondi sono invece un ''ufficio'' organizzato secondo ''le norme dell'ordinamento che ne assicurano l'indipendenza''.
OBBLIGO AZIONE PENALE MA CON LIMITI. Il Pm continuerà ad avere l'obbligo di esercitare l'azione penale ma
''secondo i criteri stabiliti dalla legge''.
RESPONSABILITA' DEI MAGISTRATI: Le toghe potranno essere chiamate a rispondere di tasca propria dal cittadino per errori commessi , come avviene per i medici o per i funzionari della P.A. E infatti la bozza prevede che i magistrati sono ''di rettamente responsabili degli atti compiuti in violazione dei diritti , al pari degli altri funzionari e dipendenti dello Stato''. Si aggiunge poi che ''nei casi d’ingiusta detenzione o di altra indebita limitazione della libertà personale, la legge regola la responsabilità civile dei magistrati''.
DOPPIO CSM: Ci sarà un Csm per i giudici e uno per i Pm. Entrambi presieduti dal Capo dello Stato. Sembra quindi tramontata l’ipotesi di affidare la guida del Csm dei Pm al Pg della Cassazione eletto dal Parlamento in seduta comune. Del Csm dei giudici farà parte di diritto il primo presidente della Cassazione, mentre gli altri membri saranno per metà giudici votati sulla base del sorteggio degli eleggibili (con l'intenzione di frenare il correntismo della magistratura associata) e per metà laici eletti dal Parlamento. Nel Csm dei Pm siederà il Pg della Cassazione e sarà ribaltata l'attuale proporzione: la parte togata dovrebbe infatti essere ridotta a un terzo (previo sorteggio degli eleggibili ), mentre quella laica arriverebbe a due terzi.
AI CSM VIETATI ATTI DI INDIRIZZO POLITICO. I due Csm ''non possono adottare atti di indirizzo politico né esercitare attività diverse da quelle previste dalla Costituzione''. E spunta dalla bozza, invece, l'iniziale previsione secondo cui i Csm avrebbero potuto esprimere parere sui ddl del governo solo su richiesta del ministro della Giustizia.
ALTA CORTE DI DISCIPLINA: Come il Csm, anche la nuova Corte di disciplina sarà divisa in due; una sezione per i giudici e una per i Pm. I componenti di ogni sezione saranno nominati per metà dal Parlamento in seduta comune e per metà da tutti i giudici e Pm (previo sorteggio degli eleggibili).
POLIZIA GIUDIZIARIA: Cambia anche l'art.109 della Costituzione: se oggi l'autorità giudiziaria dispone direttamente della polizia giudiziaria, la bozza prevede dei limiti e cioè che giudici e pm dispongano della Pg ''secondo le modalità stabilite dalla legge''.
MAGISTRATI ONORARI: Per andare incontro alla richiesta della Lega di una maggiore partecipazione del popolo all'amministrazione della giustizia, cambia l'art.106 della Costituzione per prevedere la nomina anche elettiva di magistrati onorari con funzioni di Pm (ora questa possibilità è limitata ai soli giudici).
INAPPELLABILITA' SENTENZE ASSOLUZIONE: L'inappellabilità delle sentenze di assoluzione, introdotta a suo tempo dalla legge Pecorella poi bocciata dalla Corte Costituzionale, torna ora in Costituzione. Infatti, all’art. 111 sarà aggiunto un comma secondo cui ''contro la sentenza di condanna è sempre ammesso appello salvo che la legge disponga diversamente'', mentre le sentenze di proscioglimento sono appellabili soltanto nei casi previsti dalla legge.
POTERE ISPETTIVO GUARDASIGILLI: In Costituzione, all'art.110, finirà la funzione ispettiva del ministro della Giustizia e il compito a lui attribuito di riferire ogni anno alle Camere sullo stato della giustizia, sull'esercizio dell'azione penale e sull'uso dei mezzi di indagine. Restano confermate le sue attribuzioni riguardanti l’organizzazione e al funzionamento dei servizi della giustizia.
REDAZIONE Dentrolanotizia.info
La nuova sezione dedicata all'approfondimento di inchiesta. Prossima uscita:
Dossier Libia
"Guerra di Corea: un conflitto lungo sessant'anni"
"Salvatore Giuliano. Di sicuro non c'è niente"



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