Si spengano i riflettori
| ATTUALITA' |
La dolorosa storia di una vita spezzata meglio conosciuta come il “caso Eluana”. Fa venire i brividi vero? Etichettare mediaticamente la vicenda personale di un essere umano come “caso”.La storia di Eluana la conosciamo tutti. E tutti sappiamo che ieri la pace ha ricominciato a regnare nella sua anima ferita. Mi dolgono i pensieri e le riflessioni che sto per fare, perché forse non fanno altro che alimentare i fiumi di parole, di asserzioni già sostenute. L’immagine che ho nella mia mente è quella di un ring in cui il pugile ferito resta a terra, mentre i riflettori si spengono, uno dopo l’altro. Quel pugile ferito rappresenta non solo Eluana, ma la dignità sua e quella di ognuno di noi, che rimaniamo inermi, sconfitti da una sovrastruttura politica e mediatica che ci ha tolto il sacro rispetto verso l’intimità. Sento quasi una sensazione di freddo, come se la mia anima e la mia mente avessero subito violenza e abuso. Agli abusi non si può tacere, perché tacere equivale ad accettare.
In questo contesto, non credo abbia senso esprimere la propria opinione su un argomento tanto delicato quanto il diritto alla morte assistita. Ognuno ha le proprie convinzioni sacrosante e rispettabili.
Vorrei piuttosto puntare l’attenzione sulla quantità di sterili discussioni e polemiche politiche perpetrate, tanto che si è parlato di “strappo istituzionale tra Napolitano e Berlusconi”, tanto che, mentre una vita si stava spegnendo, destra e sinistra litigavano indegnamente sulla sua sorte, ergendosi a baluardo della difesa all’esistenza e alla dignità. L’unico risultato? Aver degradato alti valori come il rispetto verso il dolore, la vita e la morte.
Trovo vergognoso che negli stessi istanti in cui delle persone soffrivano, un padre era logorato e la popolazione si sentiva toccata nel profondo da quanto accadeva, esponenti della politica e della Chiesa abbiano messo in atto un conflitto mediatico.
Sento emergere tutta l’ignoranza e l’arroganza di chi usa per scopi personalistici una vicenda dolorosa, che merita il più alto rispetto.
I nostri “paladini” non sono altro che deboli politicanti privi dei più essenziali valori di rispetto verso la gente e l’essere umano. La televisione è diventata il ring attraverso cui si è consumato questo accanimento vergognoso, dove ogni cenno di morale ha lasciato il posto all’ipocrisia e la sofferenza è stata ridotta a un altro “mezzo” di scontro politico, uno strumento della permanente campagna elettorale.
E’ davanti agli occhi di tutti, almeno spero, l’ipocrisia di quanti inneggiano ai valori e alla sacralità della vita per poi calpestarli.
Perché i signori ministri e i parlamentari, che tanto hanno a cuore le nostre vite, non pensano al nostro benessere e a farci vivere con dignità quando possiamo goderne e non quando ci tocca di stare stesi su un letto inermi?
Poiché i nostri “garanti” non si dimostrano in grado di proteggerci “vita natural durante”, avrebbero fatto meglio a restare in dignitoso silenzio, provando a rispettare, per una volta, la vita umana, il dolore e la sfera intima di ognuno.
In questo contesto, non credo abbia senso esprimere la propria opinione su un argomento tanto delicato quanto il diritto alla morte assistita. Ognuno ha le proprie convinzioni sacrosante e rispettabili.
Vorrei piuttosto puntare l’attenzione sulla quantità di sterili discussioni e polemiche politiche perpetrate, tanto che si è parlato di “strappo istituzionale tra Napolitano e Berlusconi”, tanto che, mentre una vita si stava spegnendo, destra e sinistra litigavano indegnamente sulla sua sorte, ergendosi a baluardo della difesa all’esistenza e alla dignità. L’unico risultato? Aver degradato alti valori come il rispetto verso il dolore, la vita e la morte.
Trovo vergognoso che negli stessi istanti in cui delle persone soffrivano, un padre era logorato e la popolazione si sentiva toccata nel profondo da quanto accadeva, esponenti della politica e della Chiesa abbiano messo in atto un conflitto mediatico.
Sento emergere tutta l’ignoranza e l’arroganza di chi usa per scopi personalistici una vicenda dolorosa, che merita il più alto rispetto.
I nostri “paladini” non sono altro che deboli politicanti privi dei più essenziali valori di rispetto verso la gente e l’essere umano. La televisione è diventata il ring attraverso cui si è consumato questo accanimento vergognoso, dove ogni cenno di morale ha lasciato il posto all’ipocrisia e la sofferenza è stata ridotta a un altro “mezzo” di scontro politico, uno strumento della permanente campagna elettorale.
E’ davanti agli occhi di tutti, almeno spero, l’ipocrisia di quanti inneggiano ai valori e alla sacralità della vita per poi calpestarli.
Perché i signori ministri e i parlamentari, che tanto hanno a cuore le nostre vite, non pensano al nostro benessere e a farci vivere con dignità quando possiamo goderne e non quando ci tocca di stare stesi su un letto inermi?
Poiché i nostri “garanti” non si dimostrano in grado di proteggerci “vita natural durante”, avrebbero fatto meglio a restare in dignitoso silenzio, provando a rispettare, per una volta, la vita umana, il dolore e la sfera intima di ognuno.
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