Tar del Lazio: lista Pdl resta fuori
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Nuovo stop al Pdl del Lazio, questa volta decretato dal Tribunale amministrativo regionale. Con un'ordinanza, i giudici del Tar hanno respinto infatti la richiesta con la quale il Pdl contestava la decisione della Corte d'Appello di escludere la lista del partito di Roma dalle elezioni del 28 e 29 marzo.
ROMA - Nuovo stop al Pdl del Lazio, questa volta decretato dal Tribunale amministrativo regionale. Con un'ordinanza, i giudici del Tar hanno respinto infatti la richiesta con la quale il Pdl contestava la decisione della Corte d'Appello di escludere la lista del partito di Roma dalle elezioni del 28 e 29 marzo.
Le toghe del tribunale amministrativo capitolino hanno, dunque, rinviato al sei maggio prossimo l’udienza per discutere il merito del ricorso, spiegando che l’eventuale rinvio alla Corte costituzionale sulla legittimità del decreto cosiddetto “salva liste”, sarà deciso solo in quella sede.
In sostanza, il ricorso non sarebbe stato respinto ma, al contempo, i magistrati del tribunale amministrativo hanno deciso di non riammettere in via cautelativa la lista. Pdl che, in ogni caso, potrebbe comunque essere ammesso grazie al nuovo iter avviato oggi presso l’ufficio elettorale del Tribunale, al quale è stata consegnata ex novo la documentazione. Un’ipotesi, quest’ultima, contro la quale il Pd annuncia già da adesso un nuovo ricorso al Tar laddove dovesse concretizzarsi. Lo ha detto Federico Vecchio, uno dei legali del Partito democratico: “Se la lista presentata oggi fosse accettata – afferma – andremo al Tar, che in questa sentenza ha già spiegato che il decreto del governo nel Lazio non è applicabile”.
Dentro il Pdl, intanto, è il caos. I maggiorenti del partito berlusconiano valutano le strade da percorrere, tra chi, come il responsabile elettorale Ignazio Abrignani, annuncia un “ricorso al Consiglio di Stato” e chi invece si unisce al crescente vociferare di un rinvio delle elezioni, tout court.
L’opposizione: governo incapace e arrogante, produce leggi inapplicabili
“Come al solito il diavolo fa le pentole ma non i coperchi. Ancora una volta, il Governo Berlusconi ha fatto una legge raffazzonata, incostituzionale e inutile, giacché non è servita a superare il primo esame di legittimità del primo giudice che se ne è dovuto occupare”. A dichiararlo è il presidente dell`Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, commentando la bocciatura da parte del Tar del Lazio del ricorso presentato dal Pdl. “La verità è molto semplice: chi non riesce a presentare le liste non può pretendere di presentarsi alle elezioni - osserva Di Pietro -. Trattasi di un ragionamento matematico che nessuna legge può modificare perché la matematica non è un`opinione”.
Ironico, il vicesegretario del Pd Enrico Letta a Varese, commenta: “Ora c`è da chiedersi se verrà convocato questa sera da Berlusconi un consiglio dei ministri urgente per fare un decreto legge che abolisca il Tar del Lazio”. Sempre dalle fila del Partito democratico, Anna Finocchiaro sottolinea invece: “Siamo all'ennesimo passaggio di una vicenda che conferma il delirio di onnipotenza, l'arroganza e al tempo stesso l'incapacità di questo governo e di questa maggioranza che impongono al paese un decreto che si è dimostrato - la sentenza di stasera ce lo conferma - una forzatura superflua e inutile”.
La candidata del centrosinistra alla Regione Lazio, Emma Bonino parla così ai microfoni del Tg3: “Prendo atto di questa decisione del Tar. Aspettiamo di vedere le motivazioni, che pare siano molto lunghe e verranno rese pubbliche domani. I giudici vadano avanti e chi deve decidere decida”.
Esterino Montino, vicepresidente della Regione Lazio si augura invece che “il centrodestra, almeno questa volta, prenda atto della sentenza del Tar con sobrietà e senza esagerazioni”.
Il Piemonte ricorre alla Consulta contro il salva liste. La Toscana valuta l’ipotesi
Come la giunta regionale del Lazio, anche “la Regione Piemonte farà ricorso contro il decreto salva liste”. Ad annunciarlo è la presidente della Regione, Mercedes Bresso, precisando che la decisione è stata presa nella riunione di giunta di questa mattina. “Non possiamo accettare - ha detto Bresso - ingerenze del Governo in una materia che in Piemonte è già regolamentata dalla legge regionale. Noi abbiamo attivato la procedura della legge elettorale regionale, sono stata io a convocare i comizi elettorali e quindi a indire le elezioni”.
Dello stesso avviso anche la Regione Toscana, il cui presidente Claudio Martini (Pd), annuncia il ricorso alla Consulta contro un decreto che “è una vergogna ed un vulnus di cui è interamente responsabile il Governo nazionale. Un decreto 'erga omnes' che invade evidenti competenze regionali, non solo quelle di Lazio e Lombardia, ma di tutte le Regioni”.
scritto da: Pietro Anastasio
fonte: Dazebao
La nuova sezione dedicata all'approfondimento di inchiesta. Prossima uscita:
Dossier Libia
"Guerra di Corea: un conflitto lungo sessant'anni"
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