Votare per le politiche, non per le persone
| ATTUALITA' |
Ancora una volta ci tocca essere invidiosi dell’Inghilterra. La campagna elettorale è appena entrata nel vivo e noi siamo già qui con la bava alla bocca: per il manifesto del new Labour, per il governo ombra Cameron, per i confronti in tv, per i toni pacati e le strategie innovative. E per un sito internet piccolo piccolo, ma proprio ben costruito, che invita gli inglesi a fare una cosa molto semplice, che a noi appare quasi strana: appassionarsi alle proposte politiche, mettendole a confronto
Il sito si chiama Vote for Policies (not for personalities) e propone un esercizio se vogliamo molto basilare: mette a confronto le proposte politiche dei diversi partiti che si candidano a guidare il Paese, e ti invita a votarle, senza però dirti esplicitamente chi propone cose. Solo alla fine ti viene comunicato per quale partito dovresti votare, in base alle tue preferenze.
Ciò che rende speciale il sito è la capacità di tenere assieme, in maniera leggera, complessità delle tematiche e immediatezza comunicativa. A differenza di altri sondaggi di questo tipo (per le elezioni politiche del 2006, in Italia c’era il Votometro), ad essere comparate non sono espressioni fittizie o frasi fatte, riconducibili ad una certa cultura politica, su cui poi si chiede quanto si è d’accordo. Vote for policies prende in considerazione proprio le proposte e le promesse politiche che i partiti fanno in campagna elettorale. Chi vota può confrontare le soluzioni ipotizzate dai sei principali partiti politici (Labour, Conservatives, Libdems, Green Party, British National Party, UK Indipendence Party) su nove temi chiave: Crime, Democracy, Economy, Education, Environment, Europe, Health, Immigration, Welfare.
Ora voi penserete che si tratta di un esercizio da “fighetti della politica”, capace di appassionare solo qualche centinaio di persone. E invece in soli 15 giorni sono stati quasi in 100.000 gli inglesi che hanno risposto al questionario online. I risultati sono molto interessanti: mostrano come le preferenze dell’elettorato siano molto più variegate di quanto si possa immaginare. A livello generale (e per ogni singolo tema) raramente Labour e Conservatori vanno sopra al 20%. Ad essere particolarmente apprezzate sono le proposte del Green Party e dei Lib-Dem. E i primi a restarne spiazzati sono proprio coloro che si sottopongono al test: le reazioni sulla pagina Facebook e Twitter della campagna sono divertentissime.
Il successo di Vote for Policies mostra quindi come l’elettorato abbia fame di policies. Il problema è che forse non lo sa. E spesso i mezzi di comunicazione non aiutano a far capire che non votiamo solo qualcuno o qualcosa. Ma scegliamo anche dei contenuti. Perché non possiamo accontentarci di scegliere solo il più affidabile o il più simpatico. [Da notare la copertina di questa settimana dell’Economist che invita gli inglesi a scegliere tra Gordon Brown (“the devil you know”), Cameron (“the devil you don’t”) e Nick Clegg (“who the devil”).]
Il punto è invece far passare il messaggio che non scegliamo solo persone, ma anche visioni politiche. E Vote for Policies ci riesce benissimo. Noi proviamo a farlo quotidianamente, nel nostro piccolo, anche se su questo webmagazine abbiamo spesso sottolineato l’importanza di una leadership forte (che fa da controaltare all’italica fame di eroi).
Domanda provocatoria: in Italia sarebbe possibile pensare ad una iniziativa del genere? Probabilmente no. C’è qualcuno in grado di identificare, per ogni partito, delle proposte di policies su cui tutti, all’interno del partito, sono d’accordo? L’impressione è che la nostra offerta politica sia troppo schiacciata sulle persone. E che le proposte vengano quasi in secondo piano (peggio ancora, alcune proposte sarebbero pure considerate ammissibili, se solo a farle fosse qualcun altro). Eppure l’esercizio sarebbe molto interessante, per i partiti politici innanzi tutto, perché probabilmente li aiuterebbe a capire che gli elettori sono meno smaliziati di quanto non si pensi. E che le loro preferenze sono spesso molto più definite e all’avanguardia delle proposte dei partiti stessi.
scritto da Davide Agazzi
fonte: Lo Spazio della Politica
La nuova sezione dedicata all'approfondimento di inchiesta. Prossima uscita:
Dossier Libia
"Guerra di Corea: un conflitto lungo sessant'anni"
"Salvatore Giuliano. Di sicuro non c'è niente"



.png)



sempre con i lavoratori e gli artigia...
Ma davverò credete che giuliano e st...
Dovrebbe emergere con estrema chiarez...