Report Famiglie 2010: la crisi colpisce il credito al consumo
| ECONOMIA |

È stato pubblicato il Rapporto sulla situazione finanziaria delle famiglie italiane, lo rende noto il Ministero del lavoro. Crescono le domande relative ai mutui per l'acquisto della prima casa, ma cala il credito al consumo.
Il rapporto, “Report trimestrale - indicatori di indebitamento, vulnerabilità e patologia finanziaria delle famiglie italiane”, realizzato da Abi in collaborazione con il Ministero del Lavoro e delle Politiche socialil, permette di monitorare le famiglie italiane a seguito della crisi macroeconomica degli ultimi anni.
Le famiglie italiane confermano una positiva capacità di tenuta finanziaria. Questo in sintesi il quadro complessivo dell'ultimo rapporto stilato da Abi in collaborazione con il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. Il Report rappresenta un nuovo strumento di monitoraggio trimestrale, che consentirà di tenere sotto osservazione l’indebitamento delle famiglie in un contesto congiunturale non favorevole a seguito dello shock macroeconomico del 2008 - 2009.
Secondo l'indagine, il debito finanziario complessivo sui consumi delle famiglie è aumentato al 47%. Un dato piuttosto negativo se si prende in considerazione l'andamento dell'indice che nel 2009 era al 43% mentre nel 2005 del 34%. Questi dati evidenziano un andamento negativo sulle opportunità reali di credito delle famiglie, ovvero una riduzione del reddito pro capite d'acquisto, che incide notevolmente sull'economia nazionale. Nonostante questo incremento, il livello di indebitamento delle famiglie rimane contenuto, anche rispetto al confronto internazionale, grazie al bassolivello dei tassi d’interesse.
Un dato in controtendenza è quello delle domande di accesso al credito per i mutui relativi alla compravendita di abitazioni. I dati mostrano un maggiore domanda nelle regioni del Mezzogiorno, dovuta anche ai bassi tassi di interesse e alla calmierazione dei prezzi sugli immobili. L’incidenza del mutuo rispetto al valore dell’immobile in Italia è pari al 65%, mentre nella media dell’area euro è del 79% (Germania 70%, Irlanda 83%, Spagna 72,5%, Francia 91%, Olanda 101%).
Tra gli indicatori di vulnerabilità è stato preso in considerazione l’indice di accessibilità all’abitazione. Tale indice - costruito dall’Ufficio Analisi Economiche dell’ABI sulla base di prassi metodologiche internazionali e stime su dati dell’Agenzia del Territorio, dell’Istat e della Banca d’Italia - permette di misurare la possibilità di acquisto della casa da parte della famiglia media, dato l’apporto del credito bancario, dei livelli di reddito e dell’andamento del mercato immobiliare.
L’indice dell'accessibilità è da circa due anni in progressivo miglioramento, a testimonianza di una maggiore possibilità di acquistare una casa grazie all’accensione di un mutuo. L’indice di affordability infatti mostra che a giugno la rata che la famiglia media deve pagare per comprare la propria casa, nel caso di mutuo a tasso fisso, è pari al 24,5% del proprio reddito disponibile.
REDAZIONE DentrolaNotizia
La nuova sezione dedicata all'approfondimento di inchiesta. Prossima uscita:
Dossier Libia
"Guerra di Corea: un conflitto lungo sessant'anni"
"Salvatore Giuliano. Di sicuro non c'è niente"



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