Blogger nord-africani scrivono sui conflitti
| GEOPOLITICA |
Diciotto blogger nordafricani si sono incontrati a Rabat, alla fine di febbraio, per un workshop su come scrivere dei conflitti in maniera costruttiva ed efficace, e su come migliorare le loro capacità nel campo dei social media, nonostante il problema della censura e le diverse limitazioni tecniche che esistono nella regione del Maghreb
Il corso, organizzato dalla ONG Search for Common Ground (SFCG) ha incluso sessioni riguardanti i bisogni e le sfide che i blogger devono affrontare, la censura, i blog e i social media come forme di attivismo ed espressione personale delle idee, l’impatto dei blog sulla copertura mediatica dei conflitti, l’evoluzione del blogging e l’etica dei media online.
I blogger e gli attivisti provenienti da Marocco, Algeria e Tunisia hanno messo alla prova le loro idee e le nuove conoscenze appena acquisite. Naoufel Chaara, uno dei partecipanti, ha scritto che il workshop ha superato le sue aspettative: “Lo devo ammettere, mi sbagliavo. Il corso della SFCG non corrispondeva alle mia idea prevenuta di workshop e di conferenze in cui ci si deve sorbire oratori noiosi e ci si addormenta”, ha detto. “Oggi, molte cose cambieranno”.La natura dinamica del workshop ha permesso ai blogger di imparare, interagire, scattare fotografie, girare video, pubblicare tweet e post mentre discutevano di cosa si può e non si può fare nei loro rispettivi paesi. Relativamente parlando, il Marocco gode di una maggiore liberà informatica e online rispetto ai suoi vicini, con l’Algeria al secondo posto, e la Tunisia che mantiene un saldo controllo sui mezzi dei social media. Gli stessi blog spaziano in diversi ambiti che vanno dai forum politici e sociali, a pubblicazioni quotidiane più personali, per arrivare anche a dissertazioni molto ferme e decise sulla libertà d’espressione.
“Abbiamo creato un gruppo sul web e abbiamo deciso di continuare la discussione sulle nostre comuni disgrazie: conversazioni sulla sinistra, discussioni sulla destra, scambi di fotografie, solidarietà con i deboli; e abbiamo detto all’unisono “No alla repressione della libertà” e “Sì alla libertà di espressione”, ha scritto Chahida Lakhouaja sul suo blog, aggiungendo che i partecipanti erano orgogliosi di definirsi blogger.
Il workshop è stato lanciato con entusiasmo da Leena El-Ali, direttrice del programma “Partners in Humanity” della SFCG, che lavora per influire positivamente sul modo in cui gli individui e i gruppi in Occidente e nel mondo musulmano pensano e si sentono in merito a problemi che riguardano diverse civiltà.
Leena ha istruito i blogger sull’approccio del “terreno comune”, che consiste nell’evidenziare soluzioni, piuttosto che soffermarsi soltanto sui problemi, così come nel dare una voce a tutti coloro che sono coinvolti in una data questione. Leena ha incoraggiato i partecipanti a scrivere per il “Common Ground News Service” e a stabilire linee guida per aiutare ad aprire la strada.
Secondo la El-Ali, un articolo orientato verso un “terreno comune” fornisce prospettive costruttive e orientate alla ricerca di una soluzione, oltre che concrete strategie per la collaborazione e la comprensione, dove questo sia possibile: cerca possibili punti d’incontro o obiettivi e interessi comuni; promuove il dialogo e la cooperazione; enfatizza esempi positivi di interazione tra l’Occidente e le civiltà musulmane; esprime autocritiche costruttive; infonde speranza e ottimismo nei lettori affinché pensino che soluzioni non antagonistiche ai conflitti siano possibili; sottolinea esperienze positive tra individui che umanizzano l’altro e offrono speranza, e contribuisce alla comprensione tra culture musulmane e occidentali.
Il giornalista e blogger marocchino Rachid Jankari, direttore di MIT Media e editore di www.marioc-it.ma, ha contribuito a mantenere sostenuto il ritmo, illustrando ai partecipanti le ultime novità offerte da internet e istruendoli su come imparare ad utilizzare i vari strumenti del web.
I blogger sono riusciti a fatica a stare al passo con tutti i suoi insegnamenti e il suo entusiasmo per le infinite possibilità della rete.
Tra i presenti c’era anche Mohamed Daadaoui, assistente alla cattedra di Scienza Politiche all’Oklahoma City University, autore di “Maghreb Blog” che si concentra sugli andamenti politici ed economici oltre che sulle notizie provenienti dalla regione maghrebina. Daadaui ha parlato di come i blog siano stati utilizzati per dare copertura mediatica ad agitazioni politiche e conflitti. Si è anche concentrato su come il blogging sia stato causa di problemi, e su quando invece ha aiutato a promuovere soluzioni.

Ecco una lista di blog nordafricani:
almiraatblog.wordpress.com
almiraat2.wordpress.com
kamelmansari.maktoobblog.com
kamelmansari.over-blog.com
kamelmansari.blogspot.com
rachid87.maktoobblog.com
chabakamissour.fr.gd
hindapress.canalblog.com
chaara.net
issaad.net
chahida25.maktoobblog.com
emmabenji.canalblog.com
nawel.guellal.over-blog.com
nightclubbeuse.blogspot.com
fatounar.blogspot.com
courantalternatif.blogspot.com
tiznitoi.blogspot.com
www.jankari.org
maghreblog.blogspot.com
traduzione a cura di Medarabnews
scritto da Magda Abu-Fadil
fonte: Common Ground News Service
Magda Abu-Fadil è direttrice del “Journalism Training Program” presso l’ American University di Beirut. Questo aritcolo è apparso inizialmente sull’Huffington Post, ed è stato ridistribuito da Common Ground News Service
La nuova sezione dedicata all'approfondimento di inchiesta. Prossima uscita:
Dossier Libia
"Guerra di Corea: un conflitto lungo sessant'anni"
"Salvatore Giuliano. Di sicuro non c'è niente"



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