Israele - Anp: la pace tormentata
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Potrebbero nascere già morti i colloqui di pace tra Israele e Anp
Al margine della giornata di solidarietà internazionale per la popolazione palestinese, che si terrà oggi in tutti i paesi musulmani, le notizie che provengono dall'Iran continuano ad alimentare il clima di tensione per quanto riguarda il conflitto arabo-israeliano. Il leader supremo della Repubblica Islamica dell'Iran, l'Ayatollah Khamenei, nel suo messaggio rivolto alla popolazione, questa volta per farsi largo tra le nuove leve tramite Tweeter, ha voluto ribadire il proprio pensiero riguardo l'esistenza dello stato ebraico: "Israele è una entità oscura in Medio Oriente che indubbiamente dovrebbe essere annientata".
La notizia della ripresa dei negoziati tra Israele e l'Autorità' nazionale palestinese (Anp) ha riacceso i riflettori su un conflitto troppo spesso ridotto a semplicistiche considerazioni sulla naturale ( diritto di difesa?) propensione di Israele ad espandersi nei territori occupati e alla resistenza dei Palestinesi che in molti casi vengono erroneamente identificati con il partito islamico radicale di Hamas.
I colloqui tra il primo ministro israeliano Netanyahu ed il presidente palestinese Abu Mazen (Mahmoud Abbas) sono ripresi a Washington grazie all'intermediazione del segretario di stato Hillary Clinton e del rappresentante Usa per il Medio Oriente George Mitchell. La Clinton ha dichiarato come la soluzione dei due stati sia quella più auspicabile per poter creare le basi per una pace vera e duratura. Le richieste palestinesi non sono cambiate rispetto a quelle degli anni passati: il blocco degli insediamenti coloniali, la chiusura dell'embargo verso la Striscia di Gaza e la creazione di uno stato palestinese.
Le dichiarazioni di Israele. "Siamo pronti a raggiungere la pace, per dare sicurezza e prosperità alla regione ed essere buoni vicini - ha detto Netanyahu - ma servono serie negoziazioni, ci sono molti argomenti da discutere". Il premier israeliano inoltre non esclude la possibilità di indire un referendum qualora Israele raggiunga un accordo iniziale con l'Anp durante i negoziati di pace diretti; è quanto riferisce 'Radio Israele', citando fonti dell'entourage di Netanyahu.
La questione degli insediamenti. La principale questione su cui il presidente Abu Mazen sembra inamovibile è sicuramente quella legata ai coloni israeliani e ai relativi insediamenti in Cisgiordania che minacciano le rivendicazioni territoriali palestinesi. Il quotidiano israeliano Haaretz ha pubblicato un articolo nel quale di fa presente come l'amministrazione Obama stia cercando di convincere Abu Mazen a continuare i colloqui di pace anche se riprenderanno le costruzioni di nuovi insediamenti, bloccati da una moratoria internazionale che scadrà il 26 settembre prossimo. I contenziosi territoriali sono numerosi, tra i tanti spicca la questione della città di Ariel che divide in due il territorio della West Bank. La città è uno dei più vecchi insediamenti israeliani in Cisgiordania e per la sua posizione geografica risulta un contenzioso assai difficile da risolvere.
Secondo fonti palestinesi, il presidente dell'Anp non accetterà la ripresa degli insediamenti dei coloni israeliani nei territori occupati e con molta probabilità salterà il prossimo incontro programmato per il 14-15 settembre. La missione degli Stati Uniti perciò risulterebbe quasi "impossibile" ma nulla è ancora perso.
La risposta dei palestinesi "intransigenti". Tredici gruppi palestinesi hanno deciso di unire le proprie forze per dare vita a un'escalation di attacchi contro Israele. Ad annunciarlo e' stato il portavoce delle Brigate Ezzedin al-Qassam, braccio armato di Hamas, Abu Ubeyda, nel corso di una conferenza stampa a Gaza. Con l'obiettivo di far fallire i negoziati diretti tra Anp e Israele, iniziati ieri a Washington, le 13 fazioni armate palestinesi hanno organizzato un coordinamento delle loro attivita' contro lo Stato ebraico. "Annunciamo che siamo entrati in una nuova fase della resistenza palestinese - ha affermato Abu Ubeyda - si tratta di una fase avanzata del lavoro jihadista che lascera' il segno sul nemico occupante". In appoggio a questi gruppi, che si inseriscono sotto l'egida di Hamas, l'Iran di Ahmadinejad sta seguendo una campagna per screditare il ruolo di Abu Mazen come presidente dell'Anp.
REDAZIONE Dentro la Notizia
La nuova sezione dedicata all'approfondimento di inchiesta. Prossima uscita:
Dossier Libia
"Guerra di Corea: un conflitto lungo sessant'anni"
"Salvatore Giuliano. Di sicuro non c'è niente"



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