Corea del Nord: il contesto politico prima degli ultimi attacchi
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Il riaccendersi del conflitto coreano è scaturito in un periodo piuttosto teso per la politica internazionale e interna della Corea del Nord.
Il dipartimento del Tesoro Usa infatti aveva annunciato nuove sanzioni nei confronti di persone fisiche e aziende collegate con la Corea del Nord agli inizi del mese di settembre scorso. Queste rinnovate sanzioni esacerbarono ulteriormente le relazioni con l'occidente e Pyongyang. Per rilanciare i negoziati con la Corea del Nord sul suo programma nucleare, vennero perciò intavolate diverse iniziative diplomatiche per alleggerire le sanzioni. Come affermò il rappresentante degli Stati Uniti per le questioni nordcoreane.
"Cerchiamo prove sulla volontà della Corea del Nord di negoziare seriamente (...) noi vogliamo negoziati che abbiano risultati precisi e concreti", ha dichiarato Stephen Bosworth. Nell'aprile 2009, la Corea del Nord aveva sbattuto la porta dei negoziati a sei (due Coree, Cina, Giappone, Stati Uniti e Russia) sul suo programma nucleare, avviati nel 2003, e aveva effettuato il mese seguente il suo secondo test nucleare. Anchea la Cina, principale alleato della Corea del Nord, invitò a inizio settembre i suoi alleati nei negoziati a sei ad accettare compromessi per permettere una ripresa di questi colloqui.
Un'altro importante fattore che ha destabilizzato il regime di Pyongyang è sicuramente quello legato alla successione del leader Kim Jon Il. L'ormai anziano capo di stato ha cominciato da tempo a riflettere su quale dei suoi figli nominare alla successione del paese. Le immagini che il regime permise di trasmettere alla Cnn, nel mese di ottobre, apparvero come un'ulteriore prova che il giovane Kim Jong Un fosse destinato a succedere al padre, le cui condizioni di salute non sono tuttora buone. La parata militare organizzata in occasione dell'anniversario del Partito dei Lavoratori, una delle più imponenti degli ultimi anni, riconobbe Kim Jong Un, 28 anni, generale a quattro stelle e il padre gli conferì successivamente alti incarichi ai vertici del partito.
Proprio nel giorno del debutto ufficiale dell'erede al potere, arrivò la notizia della morte a Seul, per un probabile attacco di cuore, di Hwang Jang-yop, massimo transfuga del regime nordcoreano. L'uomo, 87 anni, venne trovato senza vita nel bagno della sua abitazione, secondo quanto ha riferito l'agenzia stampa sudcoreana Yonhap. Hwang era fuggito in Corea del Sud nel 1997 dopo essere stato uno dei principali esponenti del regime. Ex presidente della Suprema assemblea del popolo, il parlamento di Pyongyang, ed ex segretario del Partito dei Lavoratori al potere, Hwang era considerato uno degli architetti della Juche, l'ideologia ufficiale del regime. Era stato anche uno dei tutori dell'attuale leader Kim Jon Il, che aveva sostenuto nella successione al padre, Kim Il Sung. Dopo la fuga verso Seul, Hwang era diventato una delle voci più critiche contro Pyongyang. In aprile le autorità di Seul hanno arrestato due spie nordcoreane, che si fingevano esuli politici per poterlo uccidere. In luglio i due agenti di Pyongyang sono stati condannati a dieci anni di carcere.
Conflitti in famiglia. Il figlio maggiore del leader nordcoreano Kim Jong-Il si è detto contrario al passaggio di poteri al fratellastro minore Kim Jong-Un. La televisione giapponese Asahi ha trasmesso le dichiarazioni di disappunto di Kim Jong Nam, estratte da un'intervista realizzata sabato scorso a Pechino. "Personalmente sono contrario a una successione alla terza generazione, ma se ci sono fattori interni, dobbiamo assecondarli", ha detto alla tv giapponese. Kim Jong Nam è stato a lungo il favorito per la successione al padre alla guida di Pyongyang, fino a quando, nel 2001, venne arrestato mentre cercava di entrare in Giappone con un passaporto falso. Negli ultimi giorni, il terzogenito Kim Jong-un è apparso al fianco del padre e delle massime autorità del Paese durante diverse manifestazioni pubbliche a Pyongyang, dopo l'annuncio della sua successione al leader nordcoreano da parte delle autorità del Paese. Solo ieri era presente alla parata militare per i 65 anni del Partito dei Lavoratori.
Ma il leader nordcoreano Kim Jong Il ha dovuto affrontare con l'elezione del suo successore un'altro importante aspetto: pacificare l'esercito attraverso un "delfino giovane", come il terzogenito. L'obiettivo principale del leader è quello di pacificare l'esercito, oggi spaccato in due fazioni: da una parte i vecchi rivoluzionari degli anni '50, ultra-radicali, dall'altra una frangia più aperta alla modernizzazione, pronta anche a parlare con gli Stati Uniti. Risulta evidente come gli ultimi attacchi da parte della Corea del Nord, risultino un chiaro segnale della crescente tensione politica in vista della formale successione dell'attuale leader.
REDAZIONE DentrolaNotizia.info
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La nuova sezione dedicata all'approfondimento di inchiesta. Prossima uscita:
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