Il ritorno del Sultano nei balcani
| GEOPOLITICA |

La politica estera turca negli ultimi anni ha trovato nei Balcani uno sbocco naturale per i propri interessi economici e diplomatici. Tra i paesi più attivi, per quanto riguarda gli scambi commerciali e l’influenza politica, il Kosovo risulta il principale partner di Ankara e sicuramente la maggior testa di ponte della Turchia nei Balcani.
Le aziende turche presenti in Kosovo hanno una particolare attenzione da parte del governo di Pristina. Con un scambio commerciale che nel 2009 ha sfiorato i 130 milioni di dollari, entrambi i paesi non hanno nascosto come l’obiettivo sia quello di aumentare il volume di affari nel breve periodo. Questo atteggiamento è dovuto principalmente a due motivi: la consistente politica economica della Turchia nella regione e la presenza di una cospicua minoranza di origine turca, concentrata in maggioranza nei distretti di Prizren (15-29%) and Mitrovice (14%). Anche la questione relativa all’indipendenza kosovara e ai relativi territori contesi con la Serbia, ha dato modo alla Turchia di inserirsi come interlocutore, con le dovute riserve da parte di Belgrado, ed ha rivelato come l’influenza turca abbia una rilevanza strategica enorme nella regione.
L’aspetto economico è quello che meglio rappresenta i rapporti tra Kosovo e Turchia. Gli incentivi del nuovo stato kosovaro sono piuttosto alettanti: con una tasso di crescita che si aggira intorno al 5% e con una politica fiscale che offre numerosi sgravi alle aziende estere, il Kosovo rappresenta un mercato vergine per paesi che hanno le potenzialità per investire all’estero, come l’economia turca. Tutti gli investitori stranieri possono stabilire proprie imprese e proprietà in Kosovo e se lo desiderano possono esportare i propri capitali prodotti nel loro paese senza alcun obbligo di imposte, inoltre il basso costo della mano d’opera rappresenta un ottima opportunità di delocalizzazione. La Turchia in questo senso sembra aver colto nel segno.
I principali investimenti turchi nel paese sono nei settori delle infrastrutture, telecomunicazioni, edilizia ed energia. Tra le principali aziende turche presenti sul territorio ci sono la Bechtel & Enka, impegnata nella realizzazione del raccordo autostradale Morine-Merdar, uno dei prossimi snodi del sistema di trasporto nazionale. Anche la turca Limak ha un ruolo importante nella ricostruzione del paese, avendo vinto nell’agosto scorso un appalto per rimodernare l’aeroporto internazionale di Pristina. Di recente è stato inoltre inaugurato un nuovo impianto per la trasformazione del grano, nei pressi di Pristina, che è stato realizzato grazie agli investimenti di un consorzio turco-kosovaro sostenuto dal Turkish Universal Food program.
Ma le relazioni turche con il Kosovo vanno anche oltre i rapporti commerciali potendo vantare, come detto sopra, un legame culturale derivato da una comune storia e dal fattore islamico. Appunto quello religioso risulta essere uno dei motori principali del connubio tra le due società civili, come dimostra anche la recente cerimonia per il restauro, finanziato dall’agenzia turca per gli investimenti (Tika), della storica moschea di Fatih. Entrambi uniti sotto l’impero Ottomano, Kosovo e Turchia oggi riprendono perciò quel vecchio capitolo della storia per aggiornarlo attraverso una partnership solida ed efficace per entrambi..
La nuova sezione dedicata all'approfondimento di inchiesta. Prossima uscita:
Dossier Libia
"Guerra di Corea: un conflitto lungo sessant'anni"
"Salvatore Giuliano. Di sicuro non c'è niente"



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