Il silenzio delle discoteche
| GEOPOLITICA |
Riflessioni sull'ordinaria follia
Una delle lezioni che le piccole esperienze hanno offerto al mio Essere Vivo è sicuramente come sapersi adattare a situazioni, ambienti, persone di gran lunga differenti fra loro.
Una sera banchettavamo discorrendo sui problemi della nostra Amazzonia, era il compleanno di Tiziano ed uno dei suoi familiari mi chiese come riuscivo a guardare il mio piatto colmo di cibo dopo aver visto il vuoto dei pasti nelle favelas... ed io gli risposi: "vivo". Possiamo privarci di molti beni per rendersi e far rendere conto di quanto possa essere vissuta con semplicità la vita ma possiamo anche ricordarci che tutto quello che abbiamo, di buono e di cattivo, ce l’ha donato il Signore e ne dobbiamo godere al massimo. La nostra fortuna è che avendo toccato con mano il fondo riusciamo a valorizzare cose che agli occhi di altri navigano nella normalità, questo ci rende così fungibili da trovare la luce dove molti evitano il buio.
Mi sono ritrovato al Velvet, un locale disco di Perugia, e sinceramente il girotondo confuso di tipi in continua ricerca della perfezione nell’abito, nella linea, nel look non mi entusiasma molto; comunque ho goduto del mio Essere Vivo ed ho ballato, camminato, sorriso, ballato, ballato, ballato... e già, sembra che puoi spaccare il mondo ed invece ti ritrovi a saltellare verticalmente girando vorticosamente su te stesso con le braccia salde al corpo ed il respiro affannato dopo averti conquistato il tuo metro cubo di pista..... poi ti fermi.... chiudi gl’occhi.... e ti rendi conto di quanto sia paurosamente silenzioso quello spaventoso frastuono.
Le pupille dei ragazzi che vagano cercando uno sguardo suadente da conquistare o amici dispersi nella folla da ritrovare, gesti confusi ed esagitati che non vogliono essere inferiori al cubista venerato di fianco, tipe laccate e straleccate che come guerriere amazzone tendono una trappola alla preda attirandola con un parfum di Kalvin Klein da urlo.
Ti fermi, chiudi gl’occhi immaginando che la musica svanisca e cosa rimane... nulla!
Un parola, un discorso stupido, una battuta... nulla!
Tanti bambocci saltellanti che vagano con lo sguardo senza meta, tante vocali affogate in gola da un daiquiri e consonanti scivolate via nei decollete di finte fate fantastiche fantasmi della loro vera identità.
Così spalanchi gl’occhi e ti accorgi di quanto un posto traboccante di gente e musica, sia in realtà talmente vuoto e silenzioso da ritrovarti solo, seduto al banco, con il tuo bicchiere di rum in mano ed i tuoi rimorsi seduti affianco.
La nuova sezione dedicata all'approfondimento di inchiesta. Prossima uscita:
Dossier Libia
"Guerra di Corea: un conflitto lungo sessant'anni"
"Salvatore Giuliano. Di sicuro non c'è niente"



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Dovrebbe emergere con estrema chiarez...