Russia: Fra i giovani del Caucaso tentati dalla lotta armata
| GEOPOLITICA |
Nazran (Russia) - Dopo anni di conflitti sanguinosi che hanno portato le regioni del Caucaso al collasso economico e all'odio nei confronti delle autorita', i ribelli hanno gioco facile nel reclutare i giovani nelle loro file. Un problema che la Russia deve affrontare dopo gli attentati subiti a Mosca, con 39 morti nella metropolitana, e in Dagestan
Azrail, 21 anni, racconta di essere stato tentato ad unirsi alle ''forze armate illegali'' per vendicare la morte del fratello, ucciso a novembre al confine fra Cecenia e Inguscezia. ''E' caduto sotto una raffica di fuoco sparata dalle forze federali. I russi hanno detto che sono stati i ribelli islamici. Personalmente'', aggiunge il giovane, ''non credo nella lotta armata. Ma se una persona perde tre o quattro suoi fratelli, non si puo' escludere che poi si unisca ai ribelli ed attacchi i russi''.
Per Luiza Archakova, 24 anni, l'unica cosa sorprendete ''e' che i russi si meraviglino del fatto che gli islamici reclutino la gente. Distruggono le nostre case, rapiscono e uccidono la nostra gente e poi si chiedono perche' aumenta il numero dei terroristi?''. La ragazza racconta che il marito e' stato arrestato e torturato per fargli ammettere di essere uno dei ribelli ed e' ancora in attesa di processo dopo cinque anni.
I ribelli attirano i ragazzi descrivendo un mondo islamico ''ideale'' che risulta molto convincente per persone che devono confontarsi con la dura realta' di una zona dove il tasso di disoccupazione raggiunge anche il 58%. ''Qui non c'e' assolutamente niente, nessun lavoro con cui iniziare. I terroristi, i Wahhabisti, approfittano di questo. Sono numerosi perche' la gente ha fame ed ha bisogno di soldi.
Loro offrono una fonte di guadagno e la gente li segue'', racconta una studentessa di legge, Milana Arserikova, che ha partecipato a Nazran, la citta' principale dell'Inguscezia, ad una manifestazione per i diritti umani.
Anche il presidente dell'Inguscezia, Yunus-Bek Yevkurov, ha denunciato pubblicamente gli abusi commessi da alcuni militari russi. ''Quando la Russia sara' in grado di ristabilire la verita', ci saranno possibilita' di successo in Caucaso''.
(ASCA-AFP)
La nuova sezione dedicata all'approfondimento di inchiesta. Prossima uscita:
Dossier Libia
"Guerra di Corea: un conflitto lungo sessant'anni"
"Salvatore Giuliano. Di sicuro non c'è niente"



.png)



sempre con i lavoratori e gli artigia...
Ma davverò credete che giuliano e st...
Dovrebbe emergere con estrema chiarez...