"Un crimine orrendo. Ora bisogna capire perché..."
| GEOPOLITICA |
Prelevato da www.nonluoghi.it
Il pensatore Usa osserva: "Gli attacchi terroristici sono una atrocità enorme. In proporzione possono non raggiungere il livello di molti altri, per esempio il bombardamento voluto da Clinton sul Sudan, senza alcuna ragione credibile, che distrusse la meta delle riserve farmaceutiche del Paese e uccise un numero imprecisato di persone (nessuno sa quanti, perché gli Stati Uniti hanno bloccato un'inchiesta dell'Onu e nessuno si occupa di proseguirla). Per non parlare di casi molto più gravi che vengono in mente con facilità.
Ma questo attacco agli Usa è stato senza dubbio un crimine orrendo. Le vittime principali, come al solito, sono lavoratori: impiegati, segretari, pompieri eccetera".
Chomsky si sofferma poi sulle possibili conseguenze geopolitiche della tragedia americana. "E' probabile che ci sarà una ventata violenta contro i palestinesi e altri popoli poveri e oppressi. E' probabile che si arrivi a un giro di vite nei controlli di sicurezza con le loro innumerevoli ramificazioni per limitare i diritti civili e le libertà interne".
Il noto linguista e politologo americano, vicino all'area del socialismo libertario, mette in luce che l'attacco terroristico ha evidenziato in modo drammatico la "stupidità del progetto dello scudo spaziale". E ricorda che in passato numerosi esperti e analisti avevano affermato che bisognava guardarsi non da un "altamente improbabile e inefficace" attacco missilistico ma dagli innumerevoli altri mezzi di distruzione di massa utilizzabili contro gli Stati Uniti. "Ci sono - scrive Chomsky - innumerevoli vie molto più semplici di un attacco missilistico e fondamentalmente non neutralizzabili. Tuttavia, gli attentati contro gli Usa saranno probabilmente utilizzati per aumentare le pressioni in favore dello scudo spaziale. La difesa è una sottile copertura ai piani di militarizzazione dello spazio e, con buone pubbliche relazioni, anche l'argomento meno credibile avrà buon gioco di fronte a una platea terrorizzata".
Chomsky, dopo aver ribadito che il crimine subito dagli Usa è legato all'indiscrimnato impiego americano della forza per controllare i domini nel mondo, afferma di temere che il futuro possa riservare nuovi e forse ancora più gravi attacchi contro gli Stati Uniti.
Poi, si interroga sulla possibile reazione americana: "Possiamo esprimere giustificato orrore, possiamo tentare di capire che cosa può aver portato a questi crimini, il che significa cercare di entrare nelle menti dei possibili responsabili". Chomsky invita quindi a rileggere le parole di Robert Fisk, "la cui conoscenza diretta degli affari nella regione è senza pari, dopo anni di eccellenti corrispondenze". Fisk ricorda che questa "non è una guerra della democrazia contro il terrore come il mondo chiede di poter credere nei prossimi giorni". E aggiunge: "Qui si tratta anche dei missili americani che colpiscono le case palestinesi e di elicotteri Usa che sparano missili contro un'ambulanza libanese nel 1996, si tratta di bombe americane contro un villaggio che si chiama Qana e di miliziani libanesi pagati dall'alleato Usa israeliano che rapinano e uccidono nei campi profughi".
Infine, Chomsky, insiste: "Possiamo scegliere tra il tentativo di capire o rifiutarci di farlo, contribuendo così all'indifferenza delle peggiori bugie".
La nuova sezione dedicata all'approfondimento di inchiesta. Prossima uscita:
Dossier Libia
"Guerra di Corea: un conflitto lungo sessant'anni"
"Salvatore Giuliano. Di sicuro non c'è niente"



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