World Social Forum 2011: un altro mondo è possibile
| GEOPOLITICA |

Prende il via a Dakar il nuovo World Social Forum. Alla kermesse verranno affrontate diverse tematiche: sociale, geopolitica, ambientale e ideologica. Tutte messe in relazione con la crisi strutturale della globalizzazione capitalista. Un importante evento che deve dare alternative credibili all'attuale sistema mondiale.
Sembra una trovata di marketing 2.0 ma è solo una drammatica coincidenza. Mentre sulla sponda nord del continente africano continuano le proteste di Tunisia ed Egitto, capita che in concomitanza avvenga l'apertura del nuovo social forum, per l'occasione quest'anno in Senegal. Quando ad esplodere sono le contraddizioni del nostro modello di sviluppo, e la Fao lancia l'allarme sull'aumento esponenziale dei prezzi delle materie prime alimentari per colpa di speculazioni, cambiamenti climatici e concentrazione dei mercati, i problemi sono seri e necessitano una discussione approfondita.
Il World Social Forum è un luogo di incontro aperto, dove movimenti sociali, Ong e altre organizzazioni della società civile si riuniscono per proseguire il loro impegno nel cercare un'alternativa al neoliberismo e ad un mondo dominato dal capitale o da qualsiasi forma di imperialismo. Esso, come citato nell'atto costitutivo, si propone di facilitare il coordinamento decentrato e in rete tra le organizzazioni impegnate in azioni concrete verso la costruzione di un altro mondo, dal locale a quello internazionale. Ma non intende essere un organismo rappresentativo della società civile mondiale.
Il Forum torna in Africa a tre anni dall'edizione celebrata a Nairobi nel 2007. Migliaia le attività autorganizzate, gli incontri, i dibattiti e le iniziative proposte da centinaia di organizzazioni della società civile che lavorano ad un "altro mondo possibile". Esso prevede un'affluenza tra 20 mila e 60 mila partecipanti, è l'11esima edizione e si terrà nel Campus della Università Cheikh Anta Diop della capitale senegalese. Esso si propone di affrontare "le quattro dimensioni - sociale, geopolitica, ambientale e ideologica - della crisi strutturale della globalizzazione capitalista", spiegano gli organizzatori.
La crisi sociale verrà affrontata partendo dalle diseguaglianze, la povertà, le discriminazioni.
La crisi geopolitica, invece, sarà al centro di un confronto sulle guerre e i conflitti in corso, sull'accesso critico alle materie prime, sull'ascesa di nuove potenze sullo scacchiere internazionale.
Della crisi ambientale si parlerà affrontando i cambiamenti climatici, l'esaurimento di risorse naturali essenziali come l'acqua, l'accaparramento delle terre, la desertificazione e la perdita di biodiversità.
La crisi di idealità si rivelerà evidente nell'ideologizzazione del tema della sicurezza, l'attacco alle libertà e alla democrazia, alla cultura, alla socienza e alla modernità.
Tra gli obiettivi del forum anche quello di affrontare questioni relative alla crisi e al modello economico dominante capitalista. L'Africa - ricordano gli organizzatori - rappresenta uno straordinario laboratorio sociale della situazione globale. Al centro delle discussioni anche le tematiche della decolonizzazione come processo storico incompiuto e dell'indebolimento delle potenze coloniali europee, oltre che l'eterna contraddizione economica e geopolitica tra Nord e Sud.
Molte le personalità attese all'evento, quali l'ex presidente del Brasile, Ignacio Lula Da Silva, Martine Aubry prima segretaria del Partito socialista francese, il presidente della Bolivia Evo Morales e Ségole'ne Royal, ex candidata alla presidenza francese. Fitto il calendario di iniziative: ogni giorno circa 300 diverse attività si svolgeranno tra panel, conferenze e workshop dove i partecipanti scambieranno le proprie esperienze, reti e migliori pratiche. In questo stesso spazio verrà ospitato, inoltre, l'Accampamento internazionale dei Giovani.
Per moltiplicare la presenza, visibilizzare le attività e sensibilizzare la popolazione africana sulla presenza del Forum nel continente, sono state organizzate diverse 'carovane', partite nei giorni scorsi da paesi vicini, per arrivare a Dakar in concomitanza con l'inizio del Forum. Fra queste una carovana di ciclisti italiani in arrivo da Bamako, capitale del Mali; quella dei movimenti sociali e di diverse associazioni di migranti che si uniranno a Cotonoù per arrivare insieme a Dakar, dopo un tragitto di due settimane; la carovana organizzata dai Forum sociali locali partita dalla Nigeria, alla quale si sono aggiunti attivisti di Benin, Togo e altri Paesi, e quelle autorganizzate provenienti dal Niger e dal Maghreb.
La corsa alle risorse energetiche è cominciata qualche decennio fa, ma oggi la situazione è destinata a peggiorare con drammatica rapidità se non si pone un freno all'attuale sistema energetico mondiale. L'Africa, in questo senso, rappresenta una cartina di tornasole dell'attuale modello economico, che impone ai paesi emergenti un alto prezzo in termini di risorse, in cambio di parziali riconoscimenti politici, spesso insufficenti per poter incentivare reali riforme democratiche.
REDAZIONE DentrolaNotizia.info
La nuova sezione dedicata all'approfondimento di inchiesta. Prossima uscita:
Dossier Libia
"Guerra di Corea: un conflitto lungo sessant'anni"
"Salvatore Giuliano. Di sicuro non c'è niente"



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