Google non parla ancora arabo
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Sembra che la lingua araba sia virtualmente assente dalla rete e dai motori di ricerca. Un solo dato basta per rendersi conto di quanta strada debbano ancora fare i Paesi Arabi nell’infinità del World Wide Web; i contenuti originali in lingua araba rappresentano meno dell’1% totale e sono quasi meno del livello elementare di informazioni richieste. Lo sviluppo di Internet nei Paesi Arabi ha conosciuto solo negli ultimi anni una forte impennata; fino alla fine degli anni Novanta infatti i Paesi Arabi erano rimasti infatti molto indietro rispetto al resto del mondo per la penetrazione di Internet nella regione.
Un fattore determinante di questa arretratezza telematica è stata sicuramente la difficoltà tecnica di usare la lingua araba su internet (o più in generale sul computer) che ha portato a restringere l’uso di questo mezzo di comunicazione solamente a coloro che parlavano inglese o in qualche caso francese. Un peso importante hanno avuto sicuramente i costi elevati, che questo sviluppo comportava; pensiamo solo alle tasse per la connessione, controllate da monopoli statali. In ultima analisi credo però che il fattore più decisivo per lo sviluppo “a singhiozzi” di internet, è stata sicuramente la censura statale che caratterizza i paesi della Regione. Non a caso l’Arabia Saudita e l’Iraq sono stati gli ultimi paesi arabi ad avere un accesso pubblico ad internet, rispettivamente nel 1999 e nel 2000.
Nel 2008 gli Arabi che usavano internet almeno una volta al mese erano solamente 38 milioni, circa l’11% della popolazione della regione; una percentuale che è meno della metà di quella del resto del mondo (una media del 21% rispetto allo stesso anno). Il più alto numero di utenti in rete in quello stesso anno si è registrato in Egitto (8.6 milioni), Marocco (7.3 milioni) e Arabia Saudita (6.2 milioni). Ad oggi la percentuale di penetrazione di Internet in Nord Africa e nel Medio Oriente è stabile al 25%, ma raddoppia anno dopo anno: segno che qualcosa sta cambiando e si sta muovendo.
L’uomo descritto come il padre di internet, Vinton Cerf, lo scorso febbraio è stato a Dubai per partecipare al forum “Google Arabia 2.0”, forum destinato a governanti, che ha focalizzato la sua attenzione sulle future prospettive e cambiamenti che stanno avvenendo nella regione e i metodi per stimolare l’innovazione e lo sviluppo in lingua araba nei contenuti di internet.
Vinton Cerf non ha esitato a mostrare tutto il suo interesse per la crescita di internet nella regione e soprattutto il suo desiderio di fornire un servizio migliore per i parlanti di lingua araba nella regione. Il vice presidente di Google ha dichiarato ad Asharq al-Awsat che Google sta cercando di migliorare la connessione per gli utenti di lingua araba nella regione e che sta lavorando per raggiungere questo scopo in due direzioni: per prima cosa attraverso la spiegazione del metodo per gli utenti arabi di porre domande e per iniziare ricerche in arabo, e secondariamente attraverso la fornitura di una versione in lingua araba di tutti i dati e delle informazioni presenti ad oggi in rete. Quest’ultimo obiettivo sarà raggiungibile attraverso l’utilizzo di un software automatico di traduzione piuttosto che da traduttori esperti, ma sempre con una grande attenzione alla traduzione.
Google fornisce anche il servizio di Google Taareeb, che può essere utilizzato per mandare e-mail in arabo senza che un utente abbia necessariamente una tastiera in arabo e grazie a questo nuovo servizio gli utenti possono postare o commentare qualcosa sui forum in arabo, traslitterando foneticamente il testo arabo in lingua inglese.
Una grande opportunità per tutta la regione, per creare una nuova rete virtuale dove possano circolare liberamente le informazioni e le idee e per superare ogni confine.
Articolo a cura di Manuela Bocchino
Fonte: Arabismo.it
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