Le vecchie cabine telefoniche ora aree di ricarica per veicoli elettrici
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Sembravano diventate niente più di un’oggetto di archeologia urbana, ma un esperimento in Austria e Spagna prova a verificare se si può sfruttare la grande diffusione sul territorio di queste strutture per trasformarle in qualcosa d’altro: postazioni di ricarica per auto e scooter elettrici. La diffusione capillare dei telefoni cellulari ha fatto una vittima tra l’arredo urbano delle nostre città: le cabine telefoniche. Una volta capillarmente diffuse e altrettanto utilizzate, sono pian piano cadute nel dimenticatoio con l’espansione a fasce sempre più ampie della popolazione della telefonia mobile e personale.
Per quanto la loro funzione di support d’emergenza sia innegabile, soprattutto per i più distratti – trovarsi col telefono scarico, senza credito o accorgersi di averlo dimenticato a casa è un’esperienza più comune di quanto sembri – in linea generale le cabine telefoniche, anche le più moderne, sembrano diventate quasi un oggetto di archeologia urbana, le vestigia di un altro secolo.
In Italia si pensa di smantellarle. Altrove invece si è deciso di sfruttare un’infrastruttura già esistente, estesa in tutto il territorio e presente più o meno ovunque per un nuovo uso: le vecchie cabine telefoniche diventeranno punti di ricarica per i mezzi elettrici.
L’idea è di Telekom Austria, una compagnia di comunicazione che intende riconvertire le proprie cabine in punti di ricarica per tutti i veicoli elettrici: auto, scooter e biciclette a pedalata assistita.
La prima di queste cabine telefoniche riconvertite è già stata inaugurata a Vienna, esattamente di fronte al quartier generale della compagnia telefonica.
Qui è possibile ricaricare gratuitamente i propri veicoli: al momento infatti la ricarica non comporta alcun costo, per verificare la fattibilità dell’esperimento. Successivamente verrà introdotta una tariffa per l’elettricità immagazzinata, che si potrà pagare direttamente con un sms. Il sistema è particolarmente efficiente per biciclette elettriche e scooter, che impiegano rispettivamente 20 e 80 minuti in media per ricaricarsi.
Le cabine gestite dalla Telekom Austria sono oltre 13.000, e l’azienda prevede di riconvertine a punti di ricarica altre 29 di qui alla fine dell’anno.
Le auto elettriche ancora non sono particolarmente diffuse - in Austria i veicoli totalmente elettrici immatricolati sono 223, più 3.559 auto ibride su un totale di oltre quattro milioni di auto – ma sembrano essere la prospettiva più concreta su cui stanno puntando le case automobilistiche in vista dell’abbandono dei motori alimentati da combustibili fossili. Le previsioni di crescita però sono di oltre quattrocentomila autovetture nel 2020, ed il fatto di trovare un sistema di ricarica nel paese già implementato potrebbe dare una buona mano alla loro diffusione.
L’esperimento austriaco è partito quasi in contemporanea con un altro un tentativo simile, questa volta in Spagna. Il progetto è frutto di una collaborazione tra Endesa, Telefónica ed il comune di Madrid. La prima cabina riconvertita è situata infatti proprio nella capitale spagnola, presso la fermata della metropolitana di Ronda de la Comunicación. Anche in questo caso si tratta di un test, della durata di un anno, durante il quale la ricarica sarà gratuita. Alla fine del periodo di test si analizzerano i risultati per comprendere quale potrebbe essere il bacino d’utente di simili apparecchi di ricarica. L’area di ricarica è attrezzata con apposite aree di sosta riservate, in cui lasciare l’auto sino ad avvenuta ricarica. Per usufruire del servizio è necessario richiedere un’apposita carta rilasciata da Endesa.
Insomma, che per le vecchie cabine telefoniche non sia ancora arrivata l’ora dell’addio, ma solo il momento di cambiare funzione nelle nostre città?
La nuova sezione dedicata all'approfondimento di inchiesta. Prossima uscita:
Dossier Libia
"Guerra di Corea: un conflitto lungo sessant'anni"
"Salvatore Giuliano. Di sicuro non c'è niente"



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