L’Open Source che fa risparmiare
| ICT |

Un modo semplice e soprattutto economico per avvicinare i più giovani al mondo del computer, attraverso un software libero e che non danneggia le tasche dell'utente. Tutto questo e molto di più è stato oggetto del Linux Day organizzato dai Lug italiani (Linux Users Group)lo scorso 23 ottobre.
L’evento, che ormai si ripete da diverso tempo, vede la partecipazione dei “Lug italiani” che ogni anno promuovono ed organizzano una manifestazione con lo scopo di promuovere il sistema operativo Linux e il software libero, ed avvicinare nuovi utenti, con un insieme di eventi contemporanei organizzati in diverse città d'Italia.
Alla manifestazione di Roma è stato presentato un Dossier Scuola per dare risalto alle potenzialità dell’open source anche in contesti socio educativi. Secondo i dati forniti dal Dossier, su ogni Pc da usare a scuola si potrebbero tagliare le spese di circa 400 – 500 euro solo di licenze. Il Dossier presentato dall’Italian Linux Society perciò illustra quali siano i reali vantaggi del software libero e le differenti funzionalità, oltre ai vari programmi dedicati alla scuola. Non si spende nulla per programmi, aggiornamenti e si possono utilizzare anche computer ritenuti obsoleti.
Un esempio di come possa incidere in maniera significativa nel abbattere i costi derivati dalle licenze, Linux lo ha dato alle amministrazioni comunali italiane. Infatti ammonterebbe a un milione di euro il risparmio annuo realizzato ad oggi dal Comune di Modena grazie alla politica interna di conversione all'open source e cioe' all'utilizzo di prodotti informatici liberi da licenze a pagamento. In particolare, nella sala macchine del Settore sistemi informativi a farla da padrone sono proprio i server Linux. Il grande balzo in avanti e' stata la sostituzione, avvenuta due anni fa, del calcolatore centrale della macchina comunale con un server con questo sistema operativo.
Secondo un recente sondaggio, condotto dalla Linux Foundation, per la prima volta nel 2011 saranno molti più i server che passeranno da Windows a Linux di quelli che passeranno da Unix a Linux. Il 36% degli intervistati infatti ha detto che farà il passaggio da Windows a Linux; tra i motivi della migrazione operativa ci sono la maggiore sicurezza e i costi decisamente inferiori. Non esiste un'unica versione di Linux ma esistono diverse distribuzioni (chiamate anche distro), solitamente create da comunità di sviluppatori o società, che scelgono, preparano e compilano i pacchetti da includere. Tutte le distribuzioni condividono il kernel Linux (sia pur in versioni diverse e spesso personalizzate), mentre si differenziano tra loro per il cosiddetto "parco software", cioè i pacchetti preparati e selezionati dagli sviluppatori per la distribuzione stessa, per il sistema di gestione del software e per i servizi di assistenza e manutenzione offerti. Tra le varie distribuzioni, il presidente di Linux Italia - Roma suggerisce Ubuntu, la versione più semplice e standardizzata oltre che più conosciuta.
REDAZIONE DentrolaNotizia
La nuova sezione dedicata all'approfondimento di inchiesta. Prossima uscita:
Dossier Libia
"Guerra di Corea: un conflitto lungo sessant'anni"
"Salvatore Giuliano. Di sicuro non c'è niente"



.png)



sempre con i lavoratori e gli artigia...
Ma davverò credete che giuliano e st...
Dovrebbe emergere con estrema chiarez...