Ascolta il tuo corpo
| SALUTE |
Il nostro corpo non è mai malato o sano solo sul piano materiale. Spesso la malattia è uno stato dell'essere umano che rivela come al suo interno non vi sia più ordine. Un campanello d’allarme, insomma.
Se riuscissimo a capire la differenza tra malattia e sintomo, cambierebbe inevitabilmente il nostro atteggiamento verso il problema.
Il sintomo è un importante elemento, non il nostro maggiore nemico; è un alleato utile a scoprire di cosa abbiamo bisogno per superare la malattia vera e propria.
Il sintomo diventa una guida che ci costringe a tenere in considerazione il nostro corpo e a preoccuparci dei motivi per cui siamo in difficoltà. Esso ci ricorda che non dobbiamo trascurare la legge fondamentale di causa ed effetto: a ogni azione corrisponde una reazione. Dunque siamo noi i maggiori responsabili della nostra salute - per ciò che è di nostra competenza, naturalmente - e siamo in dovere di rispettare le esigenze richieste dalla nostra dimensione psico-fisica.
E’ facile verificare, infatti, che il sintomo quieta la sua energia quando si sente ascoltato, quando siamo in grado di comprendere il suo messaggio molto chiaro: "fermati e ascoltati, c'è qualcosa che non va ".
La cura e il rispetto della propria psiche sono certamente componenti fondamentali per la salute del nostro essere. Altrettanto importante è però l’alimentazione. Il cibo, fonte di nutrimento e benessere, può provocare effetti dannosi al nostro corpo se assunto in maniera sregolata e indifferenziata. Il corpo, macchina perfetta, fornisce sempre dei suggerimenti su ciò che è meglio per noi. La natura ci ha fornito un istinto primordiale grazie al quale possiamo comprendere quali alimenti sono utili e quali dannosi.
Se aveste l’opportunità di osservare il comportamento di un animale, vi rendereste conto che esso è in grado di riconoscere un cibo non buono annusandolo, e anche che se mangia un cibo e nell'arco delle 24 ore avverte un fastidio, un disturbo in qualsiasi parte del corpo o una diminuzione in forza muscolare, capisce che quel cibo non è idoneo e non lo rimangia.
D’altro canto l’uomo, nel momento in cui avverte un dolore, non pensa che potrebbe dipendere da un'alimentazione scorretta o inadatta, così corre dal medico per farsi prescrivere un famaco.
A mio avviso, il medico dovrebbe innanzi tutto insegnare al paziente ad interpretare i segnali che sono espressione di malattia evitando di tamponare il sintomo, che spesso è dato da un disordine funzionale dell'organismo.
I nostri pasti non sono bilanciati, mangiamo quello che troviamo e in quantità elevate senza soffermarci a riflettere come molti alimenti oggi contengano cocktail di pesticidi, che la maggior parte dei pasti veloci è una bomba di grassi e zuccheri, che il nostro organismo satura superate certe soglie e non riesce più ad assorbire tutto ciò.
Molti dei nostri mali, dunque, sono solo la semplice manifestazione del disordine delle funzioni di nutrizione e di eliminazione dell'organismo. Essendo, inoltre, ogni individuo diverso dall’altro, è logico che la presenza e la diversità dei sintomi dipenda dal soggetto e dai geni ereditari.
Se davvero la sanità educasse le persone a livello alimentare, s’impegnasse a insegnare l’automedicazione - cioè il prendersi cura della propria salute - e puntasse in modo forte sulla medicina preventiva, sono certa che la spesa sanitaria potrebbe davvero essere ridotta.
Una popolazione consapevole, capace di distinguere ciò che mangia e di assecondare i bisogni, siano essi dell'organismo o della psiche, sarebbe certamente una popolazione più sana che inciderebbe in maniera molto minore sulla sanità dello Stato perché avrebbe minore bisogno di farmaci, ricoveri e visite.
La nuova sezione dedicata all'approfondimento di inchiesta. Prossima uscita:
Dossier Libia
"Guerra di Corea: un conflitto lungo sessant'anni"
"Salvatore Giuliano. Di sicuro non c'è niente"



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