L’Ue apre sempre più all’Ogm
| SCIENZA |
No ai divieti nazionali
Sugli Ogm, da ormai una decina di anni, è in corso una polemica che vede contrapposti ambientalisti e ricercatori scientifici. Mentre i primi ritengono si debba procedere con ulteriori studi che attestino l’assenza di potenziali rischi per la salute umana e l’ambiente,
nonostante siano certi che un uso di tali colture comporterà una ovvia riduzione della biodiversità, i secondi ne promuovono una rapida diffusione, forse incentivati dagli ingenti finanziamenti alla ricerca. Nonostante ciò l’Ue, seppur con timidi passi, apre sempre più agli organismi geneticamente modificati, incentivando l’estensione delle produzioni sul territorio. Da Bruxelles arriva l’annuncio della prossima pubblicazione di un testo legislativo che avrà l’importante compito di regolamentare l’utilizzo e la commercializzazione dei prodotti realizzati con tali colture. La Commissione intende in sintesi obbligare le aziende a porre in etichetta l’eventuale presenza di alimenti ottenuti da colture Ogm.
L’Ogm minaccia il biologico - Il tutto è scritto in un rapporto sulla “coesistenza tra le colture geneticamente modificate e l'agricoltura tradizionale e biologica” destinato al Consiglio e al Parlamento Ue. Il documento, elaborato dagli uffici della commissaria Ue all'agricoltura Mariann Fischer Boel, fa un bilancio sugli impegni presi in passato dagli stati membri e lancia nuove iniziative ma, sottolineano alcuni esperti, “rischia di render difficile il dialogo tra la stessa Commissione europea e gli stati membri”. Nessuna tutela per le colture tradizionali - Alcune settimane fa il Consiglio Ue ha respinto la richiesta di sopprimere i divieti nazionali alla coltivazione del mais Mon810 della Monsanto. Nonostante ciò la Francia e l’Austria hanno imposto dei divieti nazionali che mirano a salvaguardare le proprie colture. Tali divieti, si legge sul documento dell’Ue, sono puramente politici e “non costituiscono dei divieti giuridicamente obbligatori”. L’utilizzo da parte di alcuni di tali colture danneggia però chi sceglie di produrre prodotti biologici non Ogm. Tracce di organismi geneticamente modificati sono state infatti trovate anche in coltivazioni assai distanti, un particolare che alimentare ulteriormente la discussione rendendola ancor più spinosa di quanto già non sia. Su chi dovranno ricadere la responsabilità per i danni causati dall’eventuale contaminazione di Ogm all’agricoltore che non potrà per ovvi motivi etichettare i proprio prodotti come “tradizionali” esenti da Ogm?
Problemi verranno affrontati quando si presenteranno - Al momento Bruxelles riconosce sia un problema concreto, ma non propone soluzioni idonee. In futuro verrà attivato un ufficio europeo per la coesistenza a cui verrà chiesto di esaminare l'efficacia delle misure nazionali. Fino ad oggi Francia, Germania, Belgio, Lussemburgo, Austria, Danimarca, Repubblica Ceca, Ungheria, Lituania, Lettonia, Olanda, Portogallo, Romania, Slovacchia e Svezia hanno completato l'adozione delle misure nazionali sulla coesistenza.
Fonte: www.giornaletecnologico.it
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