L'utilizzo delle nuove tecnologie a scopo didattico
| SCIENZA |
La tecnologia è frutto di una società che si evolve continuamente e di una intelligenza umana che non ha limiti. Essa è presente in ogni ambito della realtà, non da meno in quello affine alla scuola, luogo della conoscenza e dei saperi.
Gli strumenti tecnologici migliorano la vita dell'uomo, ed è giusto che di essi ne venga fatto un uso corretto, proficuo e sano per la società.
Non dobbiamo fare delle tecnologie un mezzo indispensabile a cui fare affidamento per risolvere problemi ma deve essere una risorsa in più da poter utilizzare nei vari contesti con consapevolezza e senza troppe aspettative. Con lo sviluppo della multimedialità e delle tecnologie telematiche applicate alla didattica si è assistito alla diffusione degli ambienti di apprendimento. L'ambiente è definito come un luogo in cui coloro che apprendono possono lavorare aiutandosi reciprocamente, avvalendosi, di una varietà di risorse e strumenti informativi, di attività di apprendimento guidato o di problem solving.
Gli ambienti possono offrire rappresentazioni multiple della realtà, evidenziare le relazioni e fornire così rappresentazioni che si modellano sulla complessità del reale focalizzando l'attenzione sulla produzione e non sulla riproduzione. La diffusione delle tecnologie ha influenzato il campo della didattica contribuendo alla realizzazione di sistemi interattivi chiamati Computer Assisted Instruction (CAI), che permettono una scelta dei tempi di apprendimento ed hanno una struttura tradizionale, gerarchica e sequenziale traducendo in programmi le ipotetiche decisioni di un insegnate e permettendo agli studenti di acquisire gradualmente le conoscenze. Uno dei motivi che ha spinto gli insegnanti ad aderire a questo tipo di software è che il computer è una macchina che possiede una memoria sufficiente per poter registrare e conservare informazioni sugli errori degli studenti, consentendo di comprendere e di valutarne le difficoltà.
Sorge spontaneo chiedersi: “ma se la macchina oggi è in grado di somministrare dei test agli allievi e di correggerli, qual'è oggi il ruolo dell'insegnante?”
Tutto ciò è offensivo ma già nel 2005 in Gran Bretagna i test finali di storia, francese, tedesco e italiano degli studenti dei licei e delle università venivano corretti in India per risparmiare e i risultati dell'esame furono inviati agli studenti tramite mail. Tutto ciò è assurdo ma gli unici che possono lamentarsi sono coloro che perdono il lavoro a vantaggio di sconosciuti impiegati indiani.
In Italia il concetto dell'e-learning 2.0 è stato introdotto nel 2006 da un lavoro ormai già molto noto nel settore dal titolo “E-learning 2.0. Il futuro dell'apprendimento in Rete, tra formale e informale” (edito dalla Erikson), che nasce nell'ambito delle attività del LTE, il Laboratorio di Tecnologie dell'Educazione dell'Università di Firenze a cui hanno collaborato studiosi quali G. Bonaiuti, A. Calvani, A. Fini, M. Raineri e M.C. Pettinati e di cui è attivo anche un sito internet (www.e-learning2.it/).
L'E-learning si è rivelato uno strumento molto efficace per coloro che sono stati costretti ad abbandonare la scuola per gravi problemi di salute; un efficiente formazione a distanza di seconda generazione, con tutti gli strumenti che il web 2.0 mette a disposizione, e che permette di mantenere i rapporti con la classe e di continuare a seguire le lezioni senza rimanere indietro sul programma. L'E-learning può essere considerato come il cordone ombelicale che collega l'alunno alla sua classe e alle attività scolastiche, uno scenario in cui l'unica piattaforma sia il web, in cui gli studenti, a partire dall'adolescenza, si muovano nel web, vi allestiscano spazi personali e tramite essi tessano reti sociali, costruiscano se stessi, promuovendo l'intelligenza collettiva , ovvero un'intelligenza distribuita ovunque, costantemente valorizzata, coordinata in tempo reale. In ultima analisi possiamo definire l'E-learning come una nuova tecnologia multimediale che migliora la qualità dell'apprendimento mediante l'accesso a risorse, servizi, collaborazioni e interscambi a grande distanza, dando quindi una notevole importanza alle relazioni tra le persone che apprendono in modo collaborativo.
testo di Valentina Polo
La nuova sezione dedicata all'approfondimento di inchiesta. Prossima uscita:
Dossier Libia
"Guerra di Corea: un conflitto lungo sessant'anni"
"Salvatore Giuliano. Di sicuro non c'è niente"



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