Diritti umani, maggiore garanzia
| UNIONE EUROPEA |
La data era attesa dallo scorso 18 febbraio quando, nell'ambito della Conferenza di Interlaken, la Russia aveva fugato gli ultimi dubbi e aveva apposto la propria ratifica al protocollo 14 che da martedì primo giugno entra in vigore modificando l'operatività della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU). Il processo iniziato nel 2001 sotto la pressione di alcuni stati membri del Consiglio d'Europa è volto a snellire il carico dei ricorsi presentati annualmente dai cittadini europei.
Entra in vigore il Protocollo 14 che armonizza e snellisce le procedure della Corte europea dei diritti dell'uomo. Dal 2004. L'apertura alla firma dei 47 membri dell'organizzazione paneuropea, che non ha alcun legame con le istituzioni dell'Unione, era stata avviata il 13 maggio del 2004 a Strasburgo nell'ambito della 114ma riunione interministeriale del Consiglio.
In quell'occasione si presentò il famoso protocollo 14 steso sull'onda di una riflessione comune che ha coinvolto oltre i tecnici giuridici degli Paesi membri anche diversi gruppi ed organizzazioni della società civile. Da allora l'emendamento alla Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e dell'umanità - firmata a Roma nel 1950 - rimase lettera morta per altri sei anni a causa della mancata ratifica del Cremlino. Poi la svolta, giunta lo scorso febbraio grazie all'impulso della Svizzera, presidente di turno del Comitato dei Ministri, che nel summit di Interlaken, ripropose la questione dell'aggiornamento dell'organo giudiziario di Bruxelles agli altri Paesi del Consiglio d'Europa.
Le maggiori novità. È un provvedimento snello quello che da oggi modifica la Convenzione riguardante 800mila cittadini europei. Composto da 22 articoli si propone di "migliorare l'efficacia a lungo termine della Corte" che secondo gli ultimi aggiornamenti conta 125.900 casi pendenti. Di questi oltre la metà proviene dai paesi dell'est Europa: Russia (28.1 percento con una maggioranza di ricorsi di cittadini ceceni), Turchia (11 percento), Ucraina (8.4) e Romania (8.2). Ma il dato più importante riguarda la percentuale di "ricorsi irricevibili" che rappresenta circa il 90 percento del totale. E considerando che ogni anno la cifra aumenta di circa 2000 istanze, si capisce perché questa riforma viene salutata da molti come una manovra necessaria.
La prima innovazione riguarda proprio il miglioramento del filtraggio dei casi da sottoporre a giudizio dei magistrati europei. L'emendamento introduce i ricorsi palesemente inammissibili, ovvero quei casi considerati "senza speranza" sui quali da oggi non si pronuncerà più una commissione composta da tre giudici bensì un solo magistrato coadiuvato da relatori extra-giudiziari. Per i ricorsi "ripetitivi", quelli che all'interno di uno Stato soffrono di carenza strutturale, da oggi saranno chiamati a pronunciarsi tanto per l'ammissibilità quanto per il successivo esame in aula, tre magistrati, anziché l'attuale sezione di sette, che opereranno in base a una procedura sommaria semplificata. Infine sono stati ideati nuovi criteri di ammissibilità dei procedimenti che andranno a integrare quelli già esistenti del completamento di tutti i gradi di giudizio previsti dagli ordinamenti nazionali e del limite temporale di sei mesi prima del ricorso.
Consiglio dei Ministri. Avrà più potere grazie alla clausola che gli garantisce di adire le vie giudiziarie davanti alla Corte, ma solo con una maggioranza di due terzi, nei confronti di uno Stato membro in caso di inottemperanza di una sentenza da parte di quest'ultimo. Il CdM avrà anche la facoltà di rivolgersi alla Corte per ottenere delucidazioni circa l'interpretazione di una pronuncia giudiziaria definitiva al fine di poter migliorare il suo compito di supervisione sull'esecuzione delle ordinanze. Novità anche per quanto riguarda il mandato dei giudici che con la riforma viene portato a da sei anni (rinnovabili per altri sei) ad un incarico unico di 9 anni ideato dal Consiglio per aumentarne l'indipendenza e l'imparzialità.
Fonte:PeaceReporter
La nuova sezione dedicata all'approfondimento di inchiesta. Prossima uscita:
Dossier Libia
"Guerra di Corea: un conflitto lungo sessant'anni"
"Salvatore Giuliano. Di sicuro non c'è niente"



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