Il latte della discordia
| UNIONE EUROPEA |

Il made in Italy divide Bruxelles e Roma
Dopo 26 anni dalla creazione delle quote latte da parte dell'UE, il governo italiano si ritrova a dover pagare ancora multe salate per le ripetute proroghe alle multe emesse agli allevatori, colpevoli di aver infranto le leggi comunitarie in merito alla produzione di latte. Ma anche la legge sul Made in Italy divide Roma e Bruxelles.
L'emendamento "quote latte". Il Parlamento italiano ha approvato nel mese di Luglio l'emendamento che consente una proroga del pagamento delle multe a carico dei produttori di latte italiani fino al 31 Dicembre 2010. La decisione ha aperto una dura protesta da parte delle organizzazioni di categoria che hanno manifestato a Roma contro la decisione del Parlamento. La denuncia di Marini, presidente della Coldiretti, è che lo Stato dovrebbe rifare per l’ennesima volta i suoi conti, e visto che in venti anni ancora non c’ è riuscito, restituire intanto 2,4 miliardi di euro a tutti gli allevatori che hanno versato multe non dovute e acquistato quote non necessarie calcolate su dati che lo stesso Stato oggi, con tanto di legge, ritiene non ancora certi.
Dure anche le proteste all'interno della stessa maggioranza Pdl. Il neo ministro delle Politiche Agricole, il berlusconiano Giancarlo Galan, già dalle prime discussioni in Camera riguardanti la questione "quote latte" aveva ribadito la propria contrarietà ad un ennesimo emendamento. La spaccatura è nata dalla Lega Nord che - i dati non sono ufficiali - starebbe difendendo in Parlamento un centinaio di allevatori padani grazie anche al parere positivo dell'ex ministro Zaia ( in quota Lega Nord) che aveva già dato il proprio bene placito alla proroga, prima di diventare governatore del Veneto.
La reazione dell'UE. Dacian Ciolos, portavoce del commissario all'agricoltura, non ha lasciato dubbi; l'emendamento approvato dal Parlamento italiano viola le leggi comunitarie. Nello specifico Ciolos aferma che l'UE sta decidendo come affrontare la questione, se considerala cioè una procedura d'infrazione o un'aiuto di Stato illegale verso i produttori di latte.
Legge "Made in Italy" illegale? Ma l'Italia è in contenzioso con l'UE anche su un altro aspetto, la cosidettalegge Reguzzoni-Versace-Calearoin materia di tutela del marchio "Made in Italy". La legge, passata a Marzo, attende il mese di Ottobre 2010 per l'attuazione definitiva. Questa data è stata resa necessaria in attesa di una decisione dell'UE sulla tutela del marchio. Bruxelles contesta all'Italia il fatto che un marchio "Made in Italy" potrebbe alterare gli equilibri del mercato unico interno, privilegiando un paese piuttosto che un altro.
Il viceministro allo sviluppo economico Adolfo Urso ha contestato questa nuova legge sostenendo come la soluzione in difesa del made in Italy sia quella Europea.
In questa intricata storia tra politica nazionale ed europea l'unica cosa certa è che l'Italia dovrà pagare.
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"Guerra di Corea: un conflitto lungo sessant'anni"
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