Immigrati: UE contraria al permesso temporaneo
| UNIONE EUROPEA |

La decisione del governo italiano di concedere un visto temporaneo alle centinaia di persone provenienti dalle regioni del Maghreb ha creato forti tensioni all'interno del gruppo UE. Paesi come Francia e Germania fanno muro contro il possibile trasferimento dei richiedenti asilo sul proprio territorio e si profila una sospensione dell'accordo di libera circolazione.
Panorama europeo
Decisamente giorni caldi questi per la politica europea. Alla luce di quanto emerso dalle prime consultazioni in seno all'UE, il decreto firmato da Silvio Berlusconi e che concede il permesso di soggiorno temporaneo a chi è arrivato entro il 7 aprile in Italia, non consente la libera circolazione degli immigrati nell'area Schengen. Il governo francese ha rilasciato nei giorni scorsi una circolare in cui detta in linea di massima le regole per essere accettati come richiedenti asilo.
Nella circolare si legge che queste persone "possono effettuare in Francia soggiorni che non superino i tre mesi, inoltre, devono essere munite di documenti di viaggio e di soggiorno validi e riconosciuti dalla Francia, devono poter dimostrare di avere mezzi di sostentamento sufficienti, stabiliti in 31 euro al giorno per persona nel caso in cui dispongano di un alloggio, 62 euro al giorno a persona, nel caso contrario. Chi entra in Francia, non deve rappresentare una minaccia per l'ordine pubblico e non essere entrato in Francia da più di tre mesi".
In Germania le posizioni politiche riguardo al fenomeno migratorio sono unanimi nel affermare come sia esclusivo compito dell'Italia affrontare il problema. Lo afferma al quotidiano "Die Welt" il ministro federale dell'Interno, Hans-Peter Friedrich, secondo il quale "l'Italia deve risolvere da sola il problema dei profughi".
L'allusione del ministro tedesco riguarda l'intenzione manifestata dal governo italiano di presentare insieme a Malta e a Cipro alla riunione di oggi dei ministri dell'Interno e della Giustizia dell'Ue in Lussemburgo la clausola di protezione del 2001, in base alla quale in caso di arrivo in massa i profughi debbano essere distribuiti tra i vari Paesi dell'Unione. La normativa era stata introdotta dopo l'esodo di massa prodotto dalla guerra nell'ex Jugoslavia.
"Gli immigrati arrivati in Italia sono illegali e devono tornare in Tunisia. Non hanno diritto alla protezione". Lo ha detto il ministro degli Interni spagnolo, Alfredo Rubalcaba, a Lussemburgo al margine del Consiglio dei ministri degli Interni Ue. La Commissione europea ha ragione, ha affermato Rubalcaba, sottolineando come non si puo far scattare la direttiva Ue 2001 sulla protezione temporanea che riguarda i rifugiati, ma non i cosiddetti migranti economici.
Cosa prevede la "Protezione temporanea"
Approvata dal Consiglio europeo del 20 luglio 2001 per far fronte all'emergenza del Kosovo, la direttiva 55 finora non è mai stata applicata. All'art.2, punto c, si specifica che le persone interessate devono "essere in fuga da zone di conflitto armato o di violenza endemica" o essere "a serio rischio, o essere state vittima, di sistematiche o generalizzate violazioni dei loro diritti umani". All'art.11 è invece scritto che uno stato membro deve riprendere una persona che, coperta dalla protezione temporanea, cerca di entrare, senza autorizzazione, in un altro stato membro. "Sulla base di accordi bilaterali - è precisato - tale articolo può non essere applicato".
Secondo quest'ultomo articolo perciò l'Italia dovrà stringere accordi bilaterli o multilaterali in merito alla possibilità di trasferire gli sfollati dalee tendopoli allestite sul territorio nazionale.
Panorama italiano
Le provocazioni non mancano anche sul fronte interno. Dopo la politica "fora dai ball" adesso la Lega Nord torna in scena con una nuova proposta che sa tanto di sfida al sistema Europa. Per far fronte al problema immigrati la Lega propone di ritirare il contingente italiano dal Libano, denominato Unifil. "Proporrò, al prossimo Consiglio dei Ministri, il ritiro delle nostre truppe dal Libano" per reperire "mezzi e risorse", ha annunciato il ministro leghista Roberto Calderoli. "La ricetta della Lega Nord -spiega Calderoli- per affrontare il problema immigrazione si può sintetizzare in tre punti: aiutiamoli a casa loro, svuotiamo la vasca e chiudiamo un rubinetto che, purtroppo, ancora sgocciola".
Per il senatore del Pd Roberto Di Giovan Paolo "siamo allo sbando. Berlusconi ci vuole far uscire dalla Ue, Calderoli dall'Onu, e Tremonti dalla cooperazione allo sviluppo. Il governo, che ha impegnato il Paese in 30 missioni all'estero, non ha ancora capito che quella in Libano è l'unica vera missione di pace, che assicura stabilità a libanesi e a israeliani''.
Secondo il presidente della Camera Gianfranco Fini, "c'è sempre una ragione se si è poco credibili nei momenti importanti e difficili. E l'Italia ha dimostrato in questo momento difficile di essere poco credibile agli occhi dei maggiori partner europei". Inoltre occorre "smetterla con certe improvvisazioni che abbiamo verificato anche qualche giorno fa e continuiamo a verificare in ordine alla sfida enorme derivante dai flussi migratori". Per il leader dell'Udc Pier Ferdindando Casini, ''siamo isolati in Europa''. ''Le isterie della Lega non hanno certo risolto i problemi, anzi li hanno accentuati".
Dentrolanotizia.info
La nuova sezione dedicata all'approfondimento di inchiesta. Prossima uscita:
Dossier Libia
"Guerra di Corea: un conflitto lungo sessant'anni"
"Salvatore Giuliano. Di sicuro non c'è niente"



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