L'Eurofobia incalza: Londra è distante da Bruxelles
| UNIONE EUROPEA |
Ingaggio, ma a distanza. E’ la formula che meglio sintetizza la posizione inglese nello scacchiere europeo della nuova Gran Bretagna. Una scelta che non desta meraviglia e che conferma l’impegno preso da David Cameron durante la recente campagna elettorale. Si apre, intanto, il dibattito nel Partito Laburista per capire le ragioni della sconfitta.
La Gran Bretagna in sostanza considera di “suo interesse un'Eurozona forte e stabile, anche se non ne fa parte e se continuerà a non farne parte” garantendo tuttavia, per voce del suo Premier “un ruolo positivo” con la volontà di “lavorare insieme per assicurare la stabilità economica, la crescita e l'azione sui deficit europei”.
Nel suo debutto, il neo Primo Ministro inglese ha incontrato prima il Presidente francese, Nicholas Sarkozy, e poi la cancelliera tedesca Angela Merkel.
“La Gran Bretagna non è un membro dell'Euro né probabilmente diventeremo un membro dell'Euro, ma vogliamo una Eurozona forte e stabile”, ha dichiarato Cameron nella conferenza stampa congiunta con la Merkel poche ore dopo l'approvazione del contributo tedesco al piano salva Euro da 750 miliardi. Nella zona dell’Euro “va il 50% dei nostri scambi commerciali internazionali“ e, di conseguenza, “la stabilità e la solidità della moneta unica sono nel nostro interesse”, ha quindi precisato il leader dell’euroscettico Partito Conservatore.
Quelli della due giorni europea sono stati, per David Cameron, i primi appuntamenti internazionali dopo l’insediamento a Downing Street. Una due giorni, ieri e l’altro ieri, che ha consentito di fare il punto anche sul delicato tema dei trasferimenti di poteri speciali dal Regno Unito all’Europa. “Non vogliamo assistere a trasferimenti di poteri da Westminster a Bruxelles...ovviamente, se fosse proposto un trattato, sarebbe sottoposto a referendum”, ha ribadito.
E non sono mancate le gaffe. Se in campagna elettorale, infatti, il neo Premier aveva definito Sarkozy “il nano”, nella sua tappa all’Eliseo ha dimenticato a bella vista dei fotografi gli appunti presi durante il colloquio e nei quali appariva più volte scritto a mano, in stampatello blu, il nome della moglie del Presidente Francese: Carla Bruni.
Intanto, sul fronte interno, se da un lato arriva la notizia che il debito pubblico è calato meno del previsto ad aprile (8,8 miliardi di sterline contro i 7 pronosticati dagli analisti) dall’altro, nell’intervista odierna rilasciata al conservatore Daily Telegraph, Cameron ha confermato: “Credo fermamente in un Paese con un basso livello di tassazione e per questo voglio abbassare le aliquote. Il problema è lo sconvolgente debito pubblico”. Ma ha assicurato: “Sono ancora un conservatore fedele al basso livello di tassazione. Sono nato così, ho vissuto così, morirò così”.
Nel frattempo, prima uscita ufficiale per il candidato alla poltrona di leader del Partito Laburista, Ed Miliband, che questa mattina parlando dalle colonne del Guardian attraverso un’intervista, ha fatto il punto sulle ragioni della sconfitta. “Abbiamo perso i nostri elettori con la guerra in Iraq”, ha sostenuto. “La combinazione tra un insufficiente tempo dato agli ispettori dell’Onu per trovare le armi di distruzione di massa e il fatto che quelle armi non siano state effettivamente trovate ha portato al crollo della fiducia”.
A sostegno di questa tesi l’altro contendente alla leadership di partito, Ed Balls, che dalle colonne del Telegraph ha dichiarato: “E’ stato un errore e come Paese abbiamo pagato un prezzo altissimo. Saddam Hussein era un uomo orribile, e sono felice che lui non sia più alla guida di quel Paese. Ma la guerra è stata sbagliata”.
Il dibattito è aperto.
La nuova sezione dedicata all'approfondimento di inchiesta. Prossima uscita:
Dossier Libia
"Guerra di Corea: un conflitto lungo sessant'anni"
"Salvatore Giuliano. Di sicuro non c'è niente"



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