Il Cammino di Santiago, un viaggio interiore
| Viaggi e turismo |
Molteplici sono le motivazioni che muovono tanta gente a intraprendere il Cammino di Santiago: religiose, spirituali, turistiche. In alcuni casi, chi si cimenta in questa impresa non ha nemmeno ben chiaro cosa lo spinga verso una tale avventura.
Durante il cammino, a piedi o in bicicletta, ci si rende poi conto che si sta compiendo un viaggio interiore, alla scoperta di sè.
Il lungo tragitto verso Compostela, fatto di silenzio, semplicità, compagnie autentiche e strada, tanta strada, induce a riflettere sui valori che si considerano davvero importanti e a intraprendere un’indagine interiore. Divisi tra desiderio di arrivare e difficoltà a procedere, ci si scrolla di dosso il superfluo, mentre i chilometri scandiscono i pensieri. Ecco che la frenesia della vita, i pressanti impegni di lavoro e famigliari sembrano assumere una connotazione diversa. La distanza da questi e la fatica fisica, consentono di osservarli in modo più chiaro e comprendere meglio in che direzione andare.
Durante la strada si è obbligati a pensare a cose semplici e di grande importanza in quel momento: la stanchezza, la fatica fisica, dove fermarsi, dove approvvigionarsi, dove poter fare una doccia - magari fredda, mettere in ordine lo zaino e sistemarselo bene stando attenti che il peso non diventi un ulteriore ostacolo.
Un unico obiettivo: camminare guardando avanti, tenendo sempre presente la meta finale e tutte le tappe per raggiungerla. Niente di più, niente di meno.
Grande emozione è la riscoperta dei rapporti umani, semplici, perché nella fatica non si ha voglia di formalismi e perché l’altro è qualcuno che cammina nella tua stessa direzione, un compagno di viaggio anche se con tempi differenti. Allora diventa importante il calore di un saluto, di un abbraccio e darsi del “tu” è cosa normalissima e bella.
Sono molti i pellegrini, che tornati dal viaggio, affermano che sia stato il Cammino a cercare loro e non il contrario.
La storia del Cammino di Santiago risale al IX secolo, intorno all'anno 813. Un eremita di nome Pelayo vide, per molti giorni successivi, una pioggia di stelle cadere sopra un colle. Una notte gli apparve in sogno San Giacomo: gli svelò che il luogo delle luci indicava la sua tomba. L'abate rimosse la terra che nei secoli si era depositata e scoprì il sepolcro. Ne diede notizia al Vescovo locale Teodomiro che confermò la veridicità dell'accaduto. La notizia giunse presto al papa e ai principali sovrani cattolici dell'epoca. Di qui iniziò il culto di Santiago (il nome è la contrazione di San Giacomo). Fu costruita una piccola chiesa sul luogo del sepolcro; ben presto intorno sorse una città che fu denominata Santiago de Compostela (da campus stellae).
Giacomo era uno dei 12 apostoli, come il fratello Giovanni l'Evangelista. Dopo la resurrezione di Cristo per molti anni girò la penisola iberica per compiere l'opera di evangelizzazione. Tornato in Palestina fu fatto decapitare dal re Erode Agrippa, che temeva che l'apostolo acquisisse un eccessivo potere. Con il tempo si perse traccia del sepolcro.
San Giacomo divenne il simbolo e il protettore della reconquista da parte dei principi spagnoli della parte della penisola occupata dai Mori. Si dice che numerose volte il santo sia intervenuto in modo decisivo per aiutare i cristiani a sconfiggere i mori nelle tante battaglie combattute nei secoli successivi. Subito dopo la scoperta del sepolcro iniziarono i pellegrinaggi. I pellegrini confluivano qui da ogni parte d'Europa: la Via Lattea indicava la direzione da seguire.
In origine, al momento della partenza veniva compiuto il rito della vestizione con la consegna della bisaccia <<Ricevi questa bisaccia, che sarà il vestito del tuo pellegrinaggio affinché, vestito nel modo migliore, sarai degno di arrivare alla porta di San Giacomo…>> e del bordone (il bastone).
<< Ricevi questo bastone, per sostegno del viaggio e della fatica sulla strada del tuo pellegrinaggio affinché ti serva a battere chiunque ti vorrà far del male e ti faccia arrivare tranquillo alla porta di San Giacomo…>>.
Ci sono diversi itinerari che compongono il Cammino. La tradizione ha portato all’individuazione di un percorso principale detto “Cammino francese” che partendo da St. Jean Pied de Port o da Somport e riunendosi a Puente de la Reina arriva a Santiago, per una distanza di circa 765 km. Quanta e quale strada percorrere è, comunque, una scelta personale non determinabile a priori. Molto dipenderà da dove si proviene e dal tempo che si ha a disposizione. Neppure è rilevante la velocità del camminare, che dipende dalle proprie condizioni fisiche, dal carattere, dagli interessi e dalle attese che si hanno. Certo è che compiere il Cammino significa andare a piedi, a cavallo o in bicicletta percorrendo almeno 100 Km a piedi o almeno 200 con gli altri mezzi.
Queste sono le regole che consentono di ottenere, arrivati alla meta, un documento detto "Compostela" che testimonia l'avvenuta peregrinazione. Per dimostrare di avere compiuto il percorso, è necessario avere con sé un documento detto "Credenziale del pellegrino" sul quale vengono apposti giornalmente i timbri "selos" dei vari siti attraversati. La Credenziale dà diritto di accedere alle strutture di accoglienza "albergue" che circa ogni 8/10 Km ,si trovano lungo il Cammino. Queste strutture in genere dispongono di letti con materasso, di solito cun uscino, qualche volta anche coperte. In moltissime vi è acqua calda, cucina e dotazioni per lavare e asciugare i panni. Il costo degli Albergue spesso è a offerta, i prezzi sono comunque molto contenuti e si aggirano dai 2 ai 6/7 euro.
Lungo la strada s’incontrano persone provenienti da molte parti del mondo: i più numerosi sono francesi e spagnoli, ma anche pellegrini provenienti da Europa centrale, Brasile, Messico e America.
Si suole dire che il vero Cammino inizia quando si lascia Santiago e si ritorna alla vita di tutti i giorni.
La nuova sezione dedicata all'approfondimento di inchiesta. Prossima uscita:
Dossier Libia
"Guerra di Corea: un conflitto lungo sessant'anni"
"Salvatore Giuliano. Di sicuro non c'è niente"



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