
Viaggiare di casa in casa permette di risparmiare territorio perché non serve costruire alberghi e la maggior parte utilizza mezzi pubblici per spostarsi, cosa che contribuisce alla sostenibilità.
Avete un divano abbastanza grande da dormirci su e non avete paura di ospitare viaggiatori in casa vostra? Registratevi nel data base mondiale dei divani liberi (www.couchsurfing.com) ed entrerete in contatto reale e virtuale con gente che gira il mondo passando da un divano all’altro.
Il data base non solo mette in contatto chi cerca e chi offre un divano per viaggiare in modo alternativo, ma, fondamentalmente, funge da piattaforma per lo sviluppo di una community di persone ospitali, aperte ad esperienze internazionali, interessate ai rapporti umani e alla cultura locale molto più che al mero risparmio economico durante le vacanze. Non si tratta di incontri a sfondo erotico ed il tutto è gestito da una organizzazione no profit.
Il sistema è molto diffuso nelle città del Nord Europa, meno in campagna e nei Paesi Mediterranei. Giusto per prendere in considerazione alcune mete europee, ci sono quasi 12mila iscritti al couchsurfing nella sola Parigi, 9700 a Londra, 9600 a Berlino, 5200 a Vienna, Barcellona 4850, 4200 a Varsavia, ad Amsterdam 3200, a Stoccolma 2700, a Dublino 1900, ad Atene 1800. In Italia il sistema turistico giovanile passa ancora molto dai canali ufficiali (ostelli e campeggi) a Roma gli iscritti sono più di 2900, a Milano 2350, a Bologna 1200, Torino 1130, Firenze 970 e Napoli 550.
Viaggiare di casa in casa permette di risparmiare territorio perché non serve costruire alberghi. La maggior parte dei viaggiatori utilizza mezzi pubblici per spostarsi, cosa che contribuisce alla sostenibilità del viaggio. A praticare il couchsurfing sono soprattutto i giovani, a cominciare dagli universitari, ma non mancano gli anziani, giovani nello spirito se non nel corpo. Si viaggia per visitare le città, le fiere e gli eventi (sportivi, sociali, culturali) più che per riposarsi. Il viaggio viene pianificato on line, mischiando i suggerimenti raccolti per strada alle destinazioni famose.
Ogni iscritto ha un profilo in cui indica i propri interessi, attività e disponibilità. Più è ricco il profilo, più facilmente si potranno abbinare ospitanti e ospitati. Ad esempio, molti musicisti si fanno ospitare da altri musicisti per poter suonare insieme o andare insieme a concerti, i vegetariani si scambiano ricette, gli appassionati di design si ritrovano alle fiere, le famiglie con bambini riescono facilmente ad adeguare gli orari e le esigenze dei più piccoli.
La sicurezza del sistema è basata sulla registrazione di tutte le richieste di ospitalità, oltre che su un ranking dato dalle referenze. Il poter scegliere chi ospitare o dove andare a dormire leggendo un profilo on line offre maggiori garanzie che accettare una telefonata di prenotazione come avviene per un B&B. Il 99,7% degli scambi di ospitalità è stato giudicato positivamente da chi vi ha partecipato. Non è un miracolo: è il risultato delle azioni di migliaia di brave persone e di un data base condiviso on line.
Fonte: SmarterCity
sempre con i lavoratori e gli artigia...
Ma davverò credete che giuliano e st...
Dovrebbe emergere con estrema chiarez...